Bari: “Mi impegno per la legalità”, 48 premi consegnati da Renato Perrini (FdI)

Il bando, prevedeva la candidatura di opere letterarie, artistiche o digitali, finalizzato alla promozione ed alla diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile tra i giovani

«Che la giornata di oggi sia fonte d’ispirazione per rendere il nostro territorio un luogo migliore in cui vivere». Lo ha affermato il presidente della Commissione regionale contro la criminalità organizzata, Renato Perrini, nel corso della manifestazione di premiazione del concorso “Mi impegno per la legalità”, svoltasi stamane a Bari. Il progetto è stato voluto dalla Commissione e supportata dalla sezione Biblioteca e Comunicazione istituzionale del Consiglio regionale.

«La mafia lucra, uccide, giudica e distrugge – ha sottolineato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha proseguito – Si erge come autorità equivalente allo Stato, ma non lo è, lo “Stato siamo noi” e la lotta alla mafia necessariamente dev’essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti a partire da voi giovanissimi, perché siete il futuro di questo paese. La legalità – ha proseguito Perrini – non è un concetto astratto, è il presupposto affinché nessuno possa sopraffare l’altro e restare impunito. In questo processo la famiglia, la scuola e le istituzioni tutte assumono un ruolo fondamentale. Bisogna fornire ai ragazzi gli strumenti per comprendere la responsabilità individuale.

L’educazione alla legalità deve essere un impegno collettivo, che mira alla formazione di cittadini responsabili che siano in grado di contribuire al benessere della comunità. Ognuno di noi deve farsi portatore di questo messaggio. Il progetto “Mi impegno per la legalità”, iniziativa di questa Commissione, è solo all’inizio, e la partecipazione di tanti giovani e i risultati raggiunti hanno dimostrato che è la strada giusta per tutti noi, per continuare ad essere portatori e divulgatori di legalità. Il mio augurio è che sia l’inizio per la nostra amata Puglia di un cambiamento verso una società migliore, senza corruzione, paura e omertà, ma di giustizia, democrazia e legalità», ha concluso Perrini.

Il bando, rivolto agli studenti degli Istituti secondari di secondo grado del territorio della Regione Puglia, prevedeva la candidatura di opere letterarie, artistiche o digitali, ed era finalizzato alla promozione ed alla diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile tra i giovani, per incentivarne la partecipazione attiva nella lotta alla criminalità ed alla corruzione. I quarantotto premi sono stati attribuiti in relazione alla popolazione scolastica della provincia di appartenenza della sede principale dell’Istituto scolastico: 10 in Provincia di Bari; 6 in Provincia di Barletta – Andria – Trani; 6 in Provincia di Brindisi; 8 in Provincia di Foggia; 10 in Provincia di Lecce e 8 in Provincia di Taranto.

Per la Provincia di Brindisi i lavori vincitori di tre Istituti scolastici ed esattamente sono:

  • Istituto scolastico “Ferraris De Marco Valzani” di Brindisi con il lavoro “Calendario della Legalità”;
  • Istituto scolastico “Francesco Ribezzo” di Francavilla Fontana, pluripremiato con i lavori “Focus antimafia”, “Contro le ingiustizie e le frodi, adesso basta!”, “Testimoni di legalità e giustizia, analisi statistica di grafici e tabelle relative al fenomeno mafioso”, “Testimoni di legalità, lotta alle mafie come bene comune”.
  • Istituto scolastico “Epifanio Ferdinando” di Mesagne con il lavoro “Verso la legalità”.

Queste le parole del Consigliere Regionale Alessandro Leoci: «Complimenti a tutti gli studenti e ai loro insegnanti per aver approfondito il tema della legalità e delle mafie da più prospettive, per l’impegno, la sensibilità e il coinvolgimento che hanno dimostrato».

«Il Consiglio Regionale è presente, questa Commissione consiliare è presente e partecipe, cercherà sempre più di avvicinarsi e spronare i giovani, per questo dico ai giovani di non avere paura di esprimersi, di mantenere sempre il dialogo con la famiglia e gli insegnanti, di non avere paura di parlare e denunciare l’illegalità. Perchè se è facile sbagliare, cadere in errore, è poi difficile uscirne. Quindi seminiamo insieme la cultura della legalità».

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