«È una battaglia quotidiana e costante dove non possiamo permetterci passi falsi – aggiunge – si mette a rischio il futuro delle nostre comunità solo per mere logiche di risparmio»
«Chiudere il reparto Prevenzione Crimine di Lecce e di San Severo significa agevolare la criminalità in tutte le sue forme. Significa che lo Stato crea spazi vuoti che in territori a rischio possono essere occupati dalle organizzazioni criminali. Questo non si può accettare dopo anni di lotte delle Istituzioni e dei cittadini per rendere più sicura la nostra regione.
Parliamo di un servizio essenziale, mobile, che copre e rafforza le zone periferiche e interviene nelle emergenze. Parliamo di un reparto specializzato. Proprio grazie a questi presidi, in questi anni, la Sacra Corona è stata indebolita, decapitata; smantellare oggi il reparto fa intraprendere il percorso inverso». Lo afferma la Presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone.
«È una battaglia quotidiana e costante dove non possiamo permetterci passi falsi – aggiunge – si mette a rischio il futuro delle nostre comunità solo per mere logiche di risparmio. Non può esserci risparmio sulla sicurezza, perché questo indebolisce ancor di più un territorio che, per ragioni storiche e sociali, fa i conti con carenze infrastrutturali e quindi economiche.
Una scelta che si basa su uno strano concetto di razionalizzazione, dove 5 reparti su 7 che si vogliono chiudere sono tutti al Sud, mentre si rafforzano quelli del Nord. Una chiara scelta contro il Mezzogiorno», conclude Capone.
«Chiaramente la sicurezza non può essere garantita solo dalle forze dell’ordine, ma serve un’azione sinergica per creare le condizioni e gli strumenti di uno sviluppo sociale ed economico. Per questo accolgo le preoccupazioni e sostengo appieno la protesta dei poliziotti del sindacato Siap, con l’impegno di adottare iniziative per chiedere al governo nazionale di scongiurare la chiusura delle due sedi pugliesi per non rallentare la lotta contro la criminalità».








