Presso l’Università di Bari, davanti ai futuri giuristi e scienziati politici, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha criticato aspramente l’attuale sistema dei partiti, definendoli “taxi” utilizzati solo per convenienza elettorale
«I partiti sono diventati dei taxi dai quali si sale e si scende a seconda della certezza di essere eletti o meno». Con questa metafora, il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha definito l’attuale stato della politica italiana. Lupi è stato presente ad un incontro con gli studenti delle facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Bari.
L’evento, che ha visto la partecipazione anche di Marco Lacarra (PD) e Carlo Calenda (Azione), si è trasformato in un dibattito serrato sul ruolo della futura classe dirigente e sulla necessità di restituire credibilità alle istituzioni.
Uno dei temi centrali del confronto è stato quello delle riforme. Il presidente Lupi ha espresso un forte rammarico per il persistente immobilismo del Paese, sottolineando come la paura del cambiamento finisca spesso per favorire la conservazione di strumenti ormai obsoleti.
Sulla questione della legge elettorale, il leader di Noi Moderati è stato categorico: «Le leggi non si devono promulgare per vincere o per perdere, ma devono essere uno strumento capace di bilanciare due esigenze fondamentali, ovvero rappresentare la volontà dei cittadini e garantire la governabilità».
Il messaggio rivolto agli studenti è stato un invito alla partecipazione attiva. Lupi ha ricordato che i giovani non sono solo i destinatari delle politiche odierne, ma i custodi del destino del Paese. «Il futuro appartiene ai giovani, che hanno l’obbligo morale di essere cittadini attivi e di non delegare ad altri il compito di disegnare il proprio domani. Questa è la vera politica», ha concluso il presidente.
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