Margherita di Savoia è il cuore del “feudo” elettorale di Caracciolo. Qui, in occasione del festival, la gestione dei parcheggi è stata affidata a una cooperativa di Barletta considerata vicina all’ex assessore regionale
Un finanziamento da 150mila euro, inserito nella legge di bilancio regionale per il Festival degli aquiloni, potrebbe sembrare una semplice iniziativa culturale. Ma in realtà è l’ultimo tassello di un sistema clientelare che per anni ha ruotato attorno a Filippo Caracciolo, storico esponente del Pd pugliese, originario di Barletta e per anni uomo forte nella Provincia Bat. Un sistema che oggi si sta sgretolando, sotto i colpi delle inchieste giudiziarie, delle tensioni interne al partito e di un clima politico ormai cambiato.
Margherita di Savoia è il cuore del “feudo” elettorale di Caracciolo. Qui, in occasione del festival, la gestione dei parcheggi è stata affidata a una cooperativa di Barletta considerata vicina all’ex assessore regionale. Una decisione che ha fatto storcere il naso anche dentro il partito, dove crescono da mesi i malumori per la gestione “opaca” delle risorse pubbliche e la rete di rapporti personali che si intreccia con incarichi, fondi e nomine.
Proprio da Margherita, nelle scorse ore, è arrivata la rivendicazione politica dell’ex segretario provinciale del Pd, Lorenzo Marchio Rossi, che si è detto soddisfatto per la “vittoria del centrosinistra” nel territorio. Ma la segreteria regionale Dem, ormai da tempo, ha scelto la linea del distacco da Caracciolo. La parola chiave è “rinnovamento”, e a sancire la rottura è stato un mix di eventi: il rinvio a giudizio per corruzione e turbativa d’asta, la gestione discutibile delle nomine nella sanità locale, e, soprattutto, lo scandalo sulla laurea falsa della moglie Carmela Fiorella, scoperto dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
Caracciolo, che fino a pochi mesi fa sembrava intoccabile, è ora politicamente isolato. E la crisi coinvolge anche la Provincia di Barletta-Andria-Trani, dove il Pd potrebbe presto far mancare il sostegno alla maggioranza, aprendo la strada a un possibile cambio di scenario. Le accuse nei confronti dell’ex assessore – e i rapporti con il mondo della cooperazione, della sanità e degli enti locali – delineano un quadro che la segreteria nazionale del partito non intende più tollerare.
Un vero e proprio sistema di potere, costruito negli anni attraverso un uso disinvolto delle risorse pubbliche, che oggi scricchiola pericolosamente sotto il peso delle inchieste giudiziarie e di una base politica che chiede discontinuità.








