Duro affondo del centrodestra contro il presidente della Regione: nel mirino conti della sanità, aumento Irpef e continuità con la gestione Emiliano
Nuovo scontro politico sulla sanità pugliese e sul disavanzo da 349 milioni di euro che continua ad agitare il dibattito regionale. Questa volta ad affondare il colpo è Fratelli d’Italia, che punta direttamente il dito contro il presidente della Regione Antonio Decaro. Gli stessi sostengono di non poter sostenere di essere rimasto all’oscuro della situazione finanziaria ereditata dalla gestione Emiliano.
Nel lungo intervento diffuso dal partito, il centrodestra parla apertamente di «lacrime di coccodrillo» e attacca la scelta di aumentare l’Irpef regionale per coprire il deficit sanitario.
Secondo FdI, Decaro non sarebbe credibile nel dichiararsi estraneo alle dinamiche che hanno portato ai conti in rosso della sanità pugliese. Nel mirino finiscono soprattutto gli ex assessori della giunta Emiliano, oggi riconfermati nella nuova squadra di governo regionale.
Nel mirino continuità politica e gestione della sanità
Fratelli d’Italia si chiede come sia possibile che figure centrali della precedente amministrazione non abbiano informato Decaro sulle criticità economiche già esistenti. Tra i nomi citati compaiono Raffaele Piemontese, Donato Pentassuglia, Sebastiano Leo e Francesco Paolicelli, tutti considerati dal centrodestra parte integrante della continuità politica con la gestione Emiliano.
Secondo Fratelli d’Italia, la campagna elettorale per le Regionali sarebbe stata accompagnata da una spesa sanitaria fuori controllo. Il partito denuncia assunzioni, sprechi e appalti che sarebbero stati definiti a beneficio dei soliti noti. Nel comunicato viene citato anche il ruolo del capo del Dipartimento Salute, Vito Montanaro.
FdI richiama inoltre i ringraziamenti che Antonio Decaro avrebbe rivolto in passato all’ex assessore al Bilancio Fabiano Amati per aver rimesso in ordine i conti. Oggi quelle risorse vengono prese direttamente dalle tasche dei pugliesi, attacca il partito, riferendosi all’aumento dell’Irpef regionale.
Serve una Commissione d’inchiesta sul deficit
Fratelli d’Italia respinge inoltre la tesi secondo cui il disavanzo sanitario sarebbe stato causato principalmente dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici e farmaceutici. Secondo il centrodestra, tutte le Regioni italiane hanno affrontato gli stessi aumenti di costo.
Solo alcune, però, sarebbero riuscite a mantenere i conti sotto controllo grazie a una migliore programmazione della spesa. Nel documento vengono citati anche i trasferimenti del Fondo sanitario nazionale, che secondo FdI sarebbero aumentati negli ultimi sei anni passando da 7,4 miliardi nel 2019 a quasi 8,8 miliardi nel 2025.
Per questo motivo il partito insiste sulla necessità di istituire una Commissione d’indagine regionale per fare luce sulle responsabilità politiche e amministrative del deficit. Il centrodestra punta inoltre l’attenzione sui primi dati del 2026, sostenendo che i bilanci preconsuntivi delle Asl registrerebbero già un rosso di circa 90 milioni nel primo trimestre dell’anno.
Da qui la richiesta di un cambio radicale nella gestione della sanità pugliese. «Via i vertici del Dipartimento Salute, via i direttori generali, sanitari e amministrativi inefficienti», scrive FdI, chiedendo a Decaro un segnale concreto di discontinuità rispetto al passato.
Una polemica destinata ad alimentare ancora il confronto politico regionale, mentre cittadini e famiglie continuano a fare i conti con liste d’attesa, tasse e difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.
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