Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente: le operazioni di bonifica erano in corso non appena l’incendio, dovuto alla scellerata e criminale pratica di “ripulire” i campi dando fuoco alle stoppie
di RICCARDO DI MATTEO – Si chiamava Mario Rutiglio, originario di Ostuni, l’operaio Arif deceduto mentre era impegnato in operazioni di bonifica in un campo a Ceglie Messapica. L’uomo sarebbe andato in pensione a fine anno.
Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente: le operazioni di bonifica erano in corso non appena l’incendio, dovuto alla scellerata e criminale pratica di “ripulire” i campi dando fuoco alle stoppie, è stato sedato.
Sul posto la polizia, il 118 e il personale Arif. La tragedia si è verificata a pochi giorni di distanza dalla morte di due vigili del fuoco di Matera, rimasti uccisi durante le operazioni di messa in sicurezza di una famiglia a Nova Siri, rimasta intrappolata tra le fiamme.
«E’ un dolore immenso quello che condivido con la famiglia di Mario Rotiglio e con tutto il personale dell’Arif. Mario ha pagato un prezzo troppo alto, perdendo la sua vita dopo un’esistenza fatta di sacrifici e amore per la sua famiglia. Mario amava il suo lavoro: la città di Ostuni perde un uomo esemplare. Oggi piangiamo una persona mite e generosa». Lo dichiara in una nota l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Valentina Palmisano, dopo la morte ieri nel Brindisino dell’operaio dell’Arif Mario Rotiglio mentre era in corso un incendio.
«Una morte assurda in circostanze drammatiche con i vigili del fuoco, il personale dell’Arif e gli altri volontari che cercavano -aggiunge- di preservare il nostro territorio dall’ennesimo incendio. Il sacrificio di Mario dovrà essere ricordato per sempre».








