Il Consiglio Regionale approva la riforma ARPAL: decade il dg Cassano

Ora, l’Arpal sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto da un presidente e due componenti, da un direttore e da un revisore unico

Dopo diversi rinvii nei mesi scorsi e un’accesa discussione nel Consiglio Regionale pugliese, è passata la proposta di legge che cambierà l’assetto societario dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro, ARPAL, con 18 voti favorevoli, 8 contrari e 14 astenuti. L’approvazione della pdl prevede la decadenza dell’attuale direttore generale, Massimo Cassano, candidato con Azione alle ultime elezioni. La sua candidatura ha generato non poche polemiche da parte del PD.

Il Consiglio Regionale si è riunito per la discussione della riforma Arpal. Il confronto è stato lungo e acceso: i gruppi civici, che fanno riferimento a Michele Emiliano si sono opposti alla norma e soprattutto alla decadenza del dg, di conseguenza, hanno votato contro, mentre il centrodestra si è astenuto.

Dopo settimane di fuoco, i politici Amati, Tutolo, Mazzarano e Mennea del PD possono, quindi, esultare per l’approvazione da parte della Giunta della pdl voluta da loro fortemente.

Ora, l’Arpal sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto da un presidente e due componenti, da un direttore e da un revisore unico. Il Consiglio Regionale nominerà il revisore unico, come già accade per direttore e cda, stabilendo il compenso e scegliendo tra gli iscritti al registro dei revisori legali.

Per via di un emendamento firmato da Fabiano Amati, l’entrata in vigore di questa legge prevede la decadenza del direttore generale nominato ai sensi della legge vigente in materia. Il direttore del dipartimento regionale politiche del lavoro si occuperà delle relative funzioni del ruolo fino alla prossima nomina.

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