Il senatore del Pd richiama il collega di Fi dopo le dichiarazioni sulla Puglia e sulle presunte ombre sulle candidature del centrosinistra: cita le valutazioni della Commissione Antimafia e il caso Lopez, ribadendo il principio di innocenza ma invitando Gasparri a usare maggiore prudenza nei toni
Si accende il confronto politico in vista delle regionali pugliesi. A intervenire è il senatore del Partito Democratico Francesco Boccia, che risponde alle affermazioni del senatore Maurizio Gasparri, impegnato in campagna elettorale sul territorio.
Boccia invita alla cautela e ribalta le accuse: «Al senatore Gasparri, impegnato in campagna elettorale in Puglia, raccomando la massima prudenza nelle citazioni e di stare attento alle accuse», afferma il presidente dei senatori dem.
Il senatore ricorda infatti che la stessa Commissione parlamentare Antimafia — guidata dall’on. Chiara Colosimo di FdI, con il vicepresidente Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Forza Italia — ha ritenuto impresentabili almeno quattro candidati forzisti alle regionali. Un dato che contraddice le ricostruzioni di Gasparri, secondo Boccia tese ad associare l’attuale vantaggio del centrosinistra a presunte criticità.
«È davvero singolare che lui associ l’attuale vantaggio del centrosinistra in Puglia, fondato su dieci anni di buon governo della Regione e delle città, a situazioni da attenzionare alla Commissione Antimafia, quando invece è la stessa Bicamerale […] ad aver ritenuto impresentabili almeno quattro candidati forzisti», aggiunge Boccia.
Il senatore dem richiama anche il caso giudiziario che ha coinvolto Antonio Lopez, ex assessore comunale a Modugno, candidato alle regionali nelle liste di Forza Italia e arrestato per voto di scambio politico-mafioso.
«Ovviamente per noi tutti sono innocenti fino a conclusione dei relativi processi e la giustizia farà il suo corso», precisa Boccia, ricordando il principio di presunzione di innocenza.
Un richiamo che si chiude con un invito diretto: «Per questo credo che il senatore Gasparri, presidente dei senatori di Fi, farebbe bene a stare più attento alle parole che usa».
La polemica evidenzia l’alta tensione nella fase elettorale pugliese, in un contesto in cui il tema della trasparenza delle candidature resta centrale nel dibattito politico.








