Puglia, istituzione della CUN. Gennaro Sicolo commenta la vittoria

Istituita ufficialmente la Commissione Unica Nazionale. Questo rappresenta un traguardo storico per la CIA Agricoltori Italiani. Il presidente regionale Gennaro Sicolo saluta con favore l’organismo che dovrà garantire trasparenza nel mercato cerealicolo e monitorare le quotazioni nazionali

L’istituzione ufficiale della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro segna un passaggio cruciale per il comparto cerealicolo italiano e per la Puglia. Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, considera l’istituzione dell’organismo come un traguardo. Dall’altra parte invita a non considerare questa vittoria come un punto di arrivo.

«La CUN è una conquista per la quale la CIA ha lottato più di chiunque altro in questi anni – afferma Sicolo – ma ora l’obiettivo deve essere la piena operatività dell’organismo e, soprattutto, il ripristino di condizioni di equità lungo tutta la filiera. Oggi il prezzo riconosciuto ai produttori di grano duro italiano di maggior pregio è ancora al di sotto dei costi di produzione».

Istituzione CUN

Le funzioni della CUN

La Commissione Unica Nazionale avrà il compito di individuare un prezzo indicativo del grano duro nazionale. Ma anche di monitorarne le tendenze di mercato, diventando un punto di riferimento per la trasparenza delle contrattazioni. Come ricordato dallo stesso Sicolo, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiarito che la CUN sarà un luogo di confronto tra la parte produttiva e quella industriale.

«Il nostro auspicio – prosegue il vicepresidente nazionale della CIA – è che la parte industriale non si sottragga a questo strumento e non lo boicotti. La CUN nasce per garantire trasparenza del mercato, tracciabilità e dati reali, soprattutto sul grano duro straniero importato in Italia». Un tema centrale, quello delle importazioni, su cui Sicolo richiama la necessità di una concorrenza leale con i Paesi terzi e di controlli più rigorosi alle frontiere. Il grano importato deve rispettare gli stessi standard di qualità e sicurezza alimentare osservati dagli agricoltori italiani.

Il tema del prezzo equo resta però il nodo principale. «Le ultime quotazioni del grano duro alle Borse Merci di Bari e Foggia – sottolinea Sicolo – si attestano sotto i 300 euro a tonnellata, ben al di sotto della media dei costi di produzione certificati da ISMEA. In queste condizioni è impossibile garantire un futuro al settore».

La nascita della CUN arriva dopo anni di mobilitazioni portate avanti dalla CIA Agricoltori Italiani, con migliaia di cerealicoltori scesi in piazza. A questo si aggiunge una petizione nazionale che ha raccolto quasi 100mila firme tra agricoltori e consumatori e l’adesione di 45 consigli comunali delle principali città pugliesi del grano.

«Ora – conclude Sicolo – serve un vero piano di rilancio della cerealicoltura italiana, capace di ristabilire equità lungo la filiera. Ai consumatori continuiamo a chiedere di scegliere pasta prodotta al 100% con grano duro italiano: è una scelta che tutela la salute dei nostri figli e difende il futuro di un settore strategico per il Paese».

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