Fragagnano: rifiuti interrati, continuano le indagini dell’operazione EKO

Dopo gli arresti eseguiti il 5 febbraio in diverse regioni italiane, i militari hanno scoperto a Fragagnano un terreno agricolo utilizzato per lo smaltimento illegale. A una profondità di cinque metri, rinvenute tonnellate di rifiuti industriali e urbani, in gran parte provenienti dalla Campania. L’area di 10.000 mq è stata sequestrata per ulteriori analisi ambientali

Nuovi sviluppi nell’operazione EKO, l’indagine condotta dai Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, che ha portato lo scorso 5 febbraio all’arresto di nove persone e al sequestro di beni per un valore di circa un milione di euro, nell’ambito di un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti.

Nella giornata di ieri, 20 febbraio 2025, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Lecce, Bari e Napoli hanno eseguito nuovi accertamenti su un terreno agricolo situato a Fragagnano (TA), riconducibile ad alcuni dei soggetti già colpiti da misura cautelare. L’area, estesa per circa 10.000 mq, è risultata essere un sito di smaltimento illegale di rifiuti.

Tonnellate di rifiuti sepolte a cinque metri di profondità

Le operazioni di escavazione hanno permesso di portare alla luce tonnellate di rifiuti, tra cui scarti di lavorazione industriale e materiali derivanti dalla raccolta indifferenziata urbana. La tipologia dei rifiuti è risultata identica a quella sequestrata nei mesi scorsi nel corso dell’indagine, e proveniente dalla Campania, come confermato dalle etichette ancora visibili su alcuni scarti.

L’intera area è stata posta sotto sequestro, in attesa delle analisi ambientali volte a verificare il livello di contaminazione del suolo e il possibile impatto sull’ecosistema locale.

Un’operazione su scala nazionale per fermare il traffico illecito di rifiuti

L’indagine, avviata nel giugno 2023, si è estesa a diverse regioni italiane, coinvolgendo le province di Bari, Taranto, Trani-Barletta, Brindisi, Caserta, Napoli, Avellino, Cosenza, Matera, Campobasso, Viterbo e Potenza. Gli inquirenti hanno individuato un’associazione criminale dedita allo smaltimento abusivo di rifiuti su larga scala, ostacolando i controlli e violando le normative ambientali.

Il sequestro del terreno a Fragagnano rappresenta un ulteriore tassello nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, che sta coordinando le operazioni per smantellare la rete di traffico illecito di rifiuti.

I Carabinieri del NOE confermano il loro impegno nel contrasto ai crimini ambientali e proseguiranno con ulteriori accertamenti per individuare eventuali altri siti contaminati e i responsabili dell’illecito smaltimento.

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