Caro carburanti, l’associazione “Dalla Parte del Consumatore” critica il taglio delle accise

Dopo il provvedimento del Governo valido solo 20 giorni, l’associazione chiede misure strutturali per tutelare il potere d’acquisto e contrastare l’inflazione

All’indomani della riunione del Direttivo nazionale, l’associazione “Dalla Parte del Consumatore” interviene sul tema del caro carburanti, criticando il recente taglio delle accise deciso dal Governo, ritenuto insufficiente e limitato nel tempo.

La misura, adottata dal Consiglio dei Ministri nella serata del 18 marzo 2026, prevede infatti una riduzione temporanea delle accise per soli 20 giorni. Tuttavia, secondo l’associazione, si tratta di un intervento non in grado di rispondere alle esigenze reali dei cittadini.

Una misura temporanea ritenuta insufficiente

L’associazione aveva già inviato una richiesta formale alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiedendo una riduzione immediata delle accise per contrastare l’aumento dei prezzi.

«Da un lato, siamo soddisfatti perché il Governo ha adottato la misura che avevamo richiesto. Dall’altro, riteniamo che sia troppo circoscritta nel tempo e non idonea a fronteggiare la grave situazione economica dei consumatori», ha dichiarato l’avv. Emilio Graziuso, presidente nazionale dell’associazione.

In questo contesto, l’organizzazione evidenzia come l’aumento del costo dei carburanti abbia già prodotto effetti concreti sull’economia quotidiana. Infatti, il rincaro si traduce in una “doppia stangata”: prima al distributore e successivamente sugli scaffali, con l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Inoltre, il sistema distributivo italiano, fortemente basato sul trasporto su gomma, amplifica l’impatto dei rincari energetici, contribuendo ad alimentare la spirale inflazionistica.

Richiesta di interventi strutturali e tavolo di confronto

Secondo l’associazione, una misura limitata a poche settimane rischia di avere un impatto marginale e temporaneo. Per questo motivo, viene chiesto un intervento più ampio e duraturo.

«Ridurre le accise per soli 20 giorni appare più come un gesto simbolico che come una soluzione concreta. Non offre stabilità né una reale boccata d’ossigeno ai bilanci familiari», ha aggiunto Graziuso.

Allo stesso tempo, l’associazione esprime preoccupazione anche per il possibile “effetto annuncio” del provvedimento e per la coincidenza temporale con l’imminente consultazione referendaria.

«Ci auguriamo che le politiche a tutela dei consumatori non diventino strumenti di consenso a breve termine, ma siano il frutto di una visione strategica per il Paese», prosegue il presidente.

Per questo motivo, l’associazione chiede al Governo di rivedere la durata del provvedimento e di valutare un taglio delle accise più esteso nel tempo, se non permanente. Inoltre, propone l’apertura di un tavolo di confronto per individuare soluzioni strutturali capaci di contenere gli effetti delle fluttuazioni energetiche.

Dunque, il tema del caro carburanti resta centrale nel dibattito economico nazionale. Secondo l’associazione, la riduzione delle accise non rappresenta un costo per lo Stato, ma un investimento utile a sostenere i consumi, contenere l’inflazione e preservare la coesione sociale.

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