Acqua, svolta tra Puglia e Basilicata: CIA plaude alla nuova intesa

«Basta emergenze, ora programmazione condivisa»: focus su diga del Rendina e sistema Ofanto

Una nuova fase si apre per la gestione dell’acqua tra Puglia e Basilicata. E questa volta, il segnale sembra essere concreto. A sottolinearlo è il comunicato congiunto di CIA Agricoltori Italiani delle due regioni, che parla apertamente di una “ritrovata sintonia” istituzionale.

Un cambio di passo atteso da anni, soprattutto da chi lavora ogni giorno nei campi. Non si tratta solo di parole. Intanto è stata riattivata la diga del Pappadai, nel Tarantino. Un primo risultato che arriva nel solco dell’Accordo di programma tra le due Regioni, attivo già dal 1999 e aggiornato nel tempo.

Verso una gestione condivisa e stabile

Il messaggio che arriva dal territorio è chiaro: basta rincorrere le emergenze. Leonardo Moscaritolo, presidente di CIA Basilicata, evidenzia l’importanza di garantire continuità nell’approvvigionamento idrico. In particolare, viene chiesta la conferma dei 5-6 milioni di metri cubi d’acqua destinati alla Basilicata dallo schema Ofanto.

Una soluzione necessaria, almeno fino al completamento dei lavori sulla diga del Rendina, un intervento da 114 milioni di euro che potrebbe cambiare gli equilibri. Una volta completata, infatti, la struttura renderebbe la Basilicata autonoma, liberando risorse anche per la Puglia. Il punto, però, resta sempre lo stesso: senza acqua, l’agricoltura non regge.

“Non si può più sprecare neanche una goccia”

Sulla stessa linea anche Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia, che parla di una strategia finalmente condivisa. Un approccio che, secondo Sicolo, permette non solo di garantire la risorsa idrica agli agricoltori, ma anche di ottimizzare costi e gestione delle infrastrutture.

In uno scenario segnato dai cambiamenti climatici, tra siccità e eventi estremi, l’acqua diventa una priorità assoluta. E ogni ritardo si paga caro. Per questo, la collaborazione tra Puglia e Basilicata viene vista come un passaggio decisivo. Pianificare oggi significa dare certezze alle imprese domani.

Agricoltura, zootecnia, filiera agroalimentare: tutto dipende da una gestione efficiente dell’acqua. E da qui passa anche la tenuta occupazionale di migliaia di lavoratori. L’acqua è il futuro del nostro territorio.

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