Cisl: “Dati preoccupanti nel primo bimestre 2026. Serve un cambio di passo immediato”
La sicurezza sul lavoro torna al centro dell’attenzione. E i numeri, ancora una volta, parlano chiaro. Nel primo bimestre del 2026 aumentano sia le malattie professionali sia gli infortuni in Puglia. Un quadro che preoccupa e che viene definito senza mezzi termini come un’emergenza dal segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.
Le segnalazioni di malattie professionali sono salite da 1.731 a 1.955 in un solo anno. Un incremento che riguarda soprattutto industria e agricoltura, due settori già esposti a rischi elevati.
Crescono le malattie, Taranto e Lecce le più colpite
Entrando nel dettaglio, aumentano in modo significativo le patologie legate al sistema osteomuscolare, passate da 907 a 1.111 casi. In crescita anche le malattie del sistema nervoso. I dati provinciali confermano una concentrazione del fenomeno in alcune aree. Taranto guida la classifica con 684 segnalazioni, seguita da Lecce con 368. Poi Bari, Brindisi, Foggia e la Bat. Un dato che fa riflettere riguarda anche l’aumento delle malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche.
Un segnale che, secondo la Cisl, potrebbe indicare nuove esposizioni lavorative o cambiamenti nelle condizioni di lavoro. Nel frattempo, cresce anche l’incidenza tra le donne. Un aspetto che impone un adeguamento delle politiche di sicurezza, sempre più necessario in un mercato del lavoro che cambia.
Infortuni in aumento, appello alle istituzioni
Parallelamente, salgono anche gli infortuni sul lavoro. Si passa da 4.254 a 4.321 denunce. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli che avvengono durante gli spostamenti casa-lavoro. Un dato che accende i riflettori sulla sicurezza stradale, spesso sottovalutata ma strettamente legata alla vita lavorativa.
Scendono invece gli infortuni mortali, da 9 a 6. Un calo che non basta, però, a ridurre l’allarme.Per questo la Cisl Puglia chiede interventi concreti. Non più risposte occasionali, ma una strategia strutturale. Sul tavolo la proposta di un Patto regionale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che coinvolga istituzioni, imprese e lavoratori.
La linea è chiara: la sicurezza non può essere vista come un costo. È un investimento. E riguarda tutti. La sicurezza sul lavoro riguarda ogni famiglia.
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