«La motivazione? Secondo il Governo regionale, sarebbe in contrasto con l’articolo 81 della Costituzione e con la normativa regionale» dice il CDX
Nota congiunta dei gruppi regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e La Puglia Domani.
«Ieri in Consiglio regionale è stato dichiarato inammissibile l’emendamento proposto dal centrodestra per la sospensione del tributo 630 imposto dai Consorzi di Bonifica pugliesi. La motivazione? Secondo il Governo regionale, sarebbe in contrasto con l’articolo 81 della Costituzione e con la normativa regionale.
Una giustificazione che consideriamo strumentale. È vero che l’articolo 81 impone coperture finanziarie per le leggi che comportano nuove o maggiori spese, ma è altrettanto vero che:
- il tributo 630 viene imposto senza offrire alcun beneficio reale ai contribuenti;
- i piani di classifica e i piani di bonifica risultano ancora incompleti o non approvati;
- in molte aree del territorio non è stata effettuata alcuna manutenzione, né ordinaria né straordinaria;
- i ruoli emessi sono slegati da qualsiasi relazione concreta con i benefici goduti dai proprietari dei fondi.
Per questi motivi, riteniamo che il tributo sia illegittimo, poiché viola il principio costituzionale di corrispettività e ragionevolezza dell’imposizione. Contrasta, inoltre, con l’articolo 23 della Costituzione, che stabilisce che ogni prestazione patrimoniale debba essere prevista per legge e giustificata da un servizio effettivamente reso.
Anziché ascoltare le istanze dei territori e dei cittadini vessati da cartelle esattoriali ingiuste e scollegate da ogni tipo di prestazione, si preferisce blindare la burocrazia e lasciare che i Consorzi di Bonifica agiscano senza alcun controllo o responsabilità.
L’opposizione continuerà con determinazione a:
- chiedere l’annullamento delle cartelle relative al tributo 630;
- pretendere la sospensione della riscossione fino all’approvazione dei nuovi piani di classifica e di bonifica;
- portare avanti in ogni sede istituzionale una battaglia per la legalità e la giustizia fiscale, a tutela di agricoltori, cittadini e imprese.
Il vero problema non è l’articolo 81 della Costituzione, ma l’assenza di democrazia all’interno del Consiglio regionale. È inaccettabile che, come accaduto oggi, la presidente Loredana Capone – che dovrebbe rappresentare l’intero Consiglio e non solo la maggioranza – abbia negato il diritto di parola ai consiglieri che avevano chiesto di intervenire.
Si è preferito scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale, quando invece la decisione di sospendere il tributo 630 è una scelta esclusivamente politica e di competenza della Regione, che dovrebbe anche garantirne la copertura finanziaria. Ma evidentemente, il buco nella sanità ha già assorbito tutte le risorse disponibili, lasciando solo macerie amministrative.
Così, ancora una volta, si torna al punto di partenza. Come in un grottesco gioco dell’oca, si riparte dalla legge sull’utilizzo delle acque, con il rischio costante della caduta del numero legale. Ma la nostra battaglia non si fermerà».








