Determinante l’intervento dei Carabinieri Forestali. Le fiamme hanno distrutto circa 2.500 metri quadrati di vegetazione nelle campagne a nord-est di Lecce
Ancora un intervento contro gli incendi nel Salento e, questa volta, con un esito immediato sul piano investigativo. Due uomini sono stati arrestati dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Lecce con l’accusa di incendio boschivo doloso, dopo essere stati ritenuti responsabili dell’innesco di un rogo nelle campagne di Frigole, marina di Lecce particolarmente esposta al rischio incendi durante la stagione estiva.
L’operazione si inserisce nel più ampio piano straordinario di prevenzione e contrasto agli incendi predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, che nelle ultime settimane ha ulteriormente rafforzato le attività di controllo e monitoraggio del territorio.
Il rogo nelle campagne di Frigole
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nella fase delle indagini preliminari, i due uomini, un 62enne originario dell’Albania residente a Lecce e un 57enne leccese già noto alle Forze dell’Ordine, stavano percorrendo una strada provinciale a bordo di un autocarro aziendale nelle prime ore del mattino.
In quel frangente avrebbero lanciato dal mezzo in movimento una miccia di carta accesa verso alcuni cumuli di rifiuti presenti lungo il margine della carreggiata.
Le fiamme, alimentate dal vento, si sarebbero propagate rapidamente alla vegetazione circostante, coinvolgendo terreni incolti e un’area di macchia mediterranea per una superficie complessiva di circa 2.500 metri quadrati.
Determinante l’intervento dei Carabinieri Forestali
Il tempestivo intervento delle pattuglie dell’Arma e delle squadre antincendio ha consentito di circoscrivere il rogo nelle fasi iniziali, evitando che l’incendio assumesse proporzioni ben più gravi.
L’area interessata è infatti particolarmente delicata sotto il profilo ambientale e si trova in una zona che, storicamente, registra numerosi episodi di incendi di vegetazione durante il periodo estivo.
Le attività investigative sviluppate dai Carabinieri Forestali hanno consentito di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per procedere nei confronti dei due uomini.
Arrestati e posti ai domiciliari
Al termine degli accertamenti, i due indagati sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’ipotesi di reato contestata è quella di incendio boschivo doloso, prevista dall’articolo 423-bis del Codice Penale.
L’arresto è stato eseguito attraverso il meccanismo della flagranza differita, strumento recentemente esteso anche ad alcune fattispecie di reati ambientali e che consente di procedere nei confronti dei presunti responsabili quando la condotta venga ricostruita e documentata dagli investigatori nei tempi previsti dalla normativa.
Frigole e il rischio incendi nel territorio leccese
L’episodio assume particolare rilevanza anche alla luce delle caratteristiche del territorio interessato.
Lecce figura infatti tra i comuni della provincia maggiormente colpiti dagli incendi di vegetazione. In particolare, l’area compresa tra Frigole, Torre Chianca e San Cataldo presenta ampie zone caratterizzate da macchia mediterranea, terreni incolti e aree a pascolo che, in presenza di vento sostenuto e alte temperature, possono favorire la rapida propagazione delle fiamme.
Per questo motivo i Carabinieri Forestali hanno predisposto sin dall’inizio della stagione estiva un rafforzamento dei controlli attraverso pattugliamenti dedicati, attività di osservazione mirata, impiego di droni, monitoraggi specialistici e supporto dei mezzi aerei.
Un’attività che va oltre lo spegnimento dei roghi
L’operazione conferma come il contrasto agli incendi non si limiti alle attività di spegnimento, ma richieda un costante lavoro di prevenzione e investigazione.
L’individuazione dei presunti responsabili rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno che ogni anno provoca ingenti danni al patrimonio ambientale, mette a rischio la sicurezza pubblica e minaccia l’incolumità delle persone.
L’Arma dei Carabinieri rinnova inoltre l’invito ai cittadini a segnalare tempestivamente situazioni sospette o principi di incendio, ricordando come la collaborazione della comunità rappresenti un elemento fondamentale per la tutela del territorio.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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