Combattere la violenza con la violenza è controproducente e inutile
di PAMELA PANCOSTA – Nell’ingarbugliata sfera del comportamento umano, esistono solo limiti che nessun individuo dovrebbe mai superare. Ogni cultura, nucleo sociale, fa riferimento a regole scritte e non scritte determinanti per la convivenza degli esseri umani in questo mondo variopinto, affascinante, ma molto spesso spietato.
Arrogarsi il diritto di decidere su vita o morte altrui ad esempio, è un’azione incompatibile con una società come la nostra che si definisce civile e cattolica e che rivendica con ardore e ostinato orgoglio la propria appartenenza religiosa.
Come in altri luoghi anche in Italia la pena capitale è stata ritenuta per lungo tempo indispensabile, in realtà è lo strumento correttivo meno efficace come deterrente per criminali più o meno assennati, lo dimostra il tasso di omicidi commessi nei paesi in cui è ancora in vigore, fra i tanti gli Stati Uniti. Nell’universo a stelle e strisce procurarsi e tenere un’arma in casa è prassi, di conseguenza puntare una pistola contro un altro essere umano.
Dato che da noi va di moda l’esterofilia a giorni alterni e possediamo un talento invidiabile nello scovare i peggiori, prendiamo per buoni modelli di gestione della violenza estremi come unica opzione per risolvere situazioni complicate e difficili.
La giustizia fai da te pare la sola alternativa, le leggi bistrattate e pistoleri folli e soffocatori feroci giustificati e quasi candidati in un partito o l’altro o alla beatificazione.
L’offesa punita sull’onda dell’emotività non è giustizia, non insegna nulla, non rimedia, al contrario aggiunge dolore e violenza gratuiti. Uno sparo alle spalle di chi fugge è grave quanto e più del crimine subìto, come impedire ad un uomo, seppur esagitato, di respirare.
Ma all’improvviso uno stuolo di avvocati e giudici laureati all’ateneo dell’inconsistenza emettono sentenze inappellabili, inventano prove a dir loro inconfutabili sulla base dell’impeto del momento, incalzati da una parte della politica che comincia a preoccupare seriamente, perché sempre più in linea con un passato non troppo lontano fatto di orrori.
Comprensibile il desiderio di difendere la propria vita e quella delle persone amate, la vendetta no, quella è altra cosa. Rincorrere, colpire e uccidere un delinquente nell’atto della fuga non è legittima difesa, è omicidio. Bloccare un uomo in stato di alterazione psichica, impedirgli di respirare fino a soffocarlo, non è combattere la violenza e difendere onesti cittadini, è omicidio.
Puntare (non le armi) sulla formazione degli agenti, fornire loro mezzi adeguati per compiere il proprio dovere potrebbe essere un buon punto di partenza, nello stesso modo assicurarsi che un porto d’armi venga concesso a persone con una preparazione all’uso anche in situazioni di pericolo grave e impedire la tragedia.
In ogni caso non ci si può sostituire alla legge.
Un criminale merita la sua punizione esemplare in base all’azione offensiva commessa, attribuita da chi esercita la professione giuridica. E se tre gradi di giudizio con tre magistrati diversi portano ad una condanna decennale per un uomo che ha giustificato l’uccisione di due rapinatori con la propria volontà di difesa, così deve essere qualsiasi età egli abbia, qualsiasi livello di esasperazione abbia raggiunto perché derubato più volte.
Allo stesso modo dovrebbero essere obbligati a lasciare la divisa gli agenti che hanno provocato la morte di un uomo sicuramente disturbante, ma già bloccato a terra e impossibilitato a reagire in alcun modo, incapace di ferire qualcuno.
Nella giustizia io confido, anche se a volte pecca anch’essa d’eccesso in un verso o nell’altro, ma non voglio pensare possa diventare facile uccidere in nome della propria tranquillità, che si arrivi a generare un clima di terrore per le strade, come nelle proprie case.
Lascino sia l’adorata giustizia divina a fare propria parte, loro che tanto credono, con l’inferno e i satanassi infuocati ad accogliere malfattori e fuorilegge al termine del viaggio terreno, che sulla terra la storia è un po’ diversa.
Resta aggiornato con le ultime notizie della Puglia.
Segui il canale Le notizie di In Puglia 24 su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaaeTcuEQIasCDxHVR2I








