Il consigliere regionale chiede una ricognizione sui flussi relativi a decessi, ricoveri e trasferimenti di residenza: «Ogni euro sprecato è un euro sottratto ai servizi che i cittadini aspettano»
In Puglia finisce sotto la lente il sistema delle comunicazioni che determina la sospensione delle forniture protesiche e dei gas medicali. Il consigliere regionale Antonio Tutolo ha avviato un’indagine conoscitiva sui flussi informativi tra Comuni, soggetti erogatori e ASL, chiedendo ai direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi una ricognizione relativa al quadriennio 2023-2026.
«Quando un decesso o un ricovero vengono comunicati con settimane di ritardo, le forniture continuano e i pagamenti pure. È così che si generano sprechi e costi indebiti. Per questo ho avviato un’indagine conoscitiva su tutti i flussi informativi tra Comuni e ASL», spiega Tutolo.
Decessi comunicati anche con 40-50 giorni di ritardo
L’iniziativa riguarda in particolare le segnalazioni di decessi, ricoveri ospedalieri e trasferimenti di residenza, informazioni indispensabili affinché i Distretti Socio-Sanitari possano interrompere le forniture quando non sono più dovute.
Nel caso dei decessi, le comunicazioni arrivano dagli Uffici Anagrafe dei Comuni, che, secondo quanto riferito, in alcuni casi trasmetterebbero le informazioni con ritardi medi di 40-50 giorni.
Per i ricoveri ospedalieri e i trasferimenti di residenza, invece, la comunicazione spetta agli erogatori dei servizi domiciliari e residenziali, tra cui ADI, ADO, ADP, RSA, RSSA e Hospice, chiamati a informare tempestivamente il Distretto.
Quando il flusso informativo si interrompe o subisce ritardi, le forniture possono rimanere attive e le relative fatture continuare a essere liquidate, con conseguenze sulla spesa pubblica e sulla responsabilità amministrativa.
«Non è accettabile che un decesso comunicato dopo un mese e mezzo produca settimane di forniture e pagamenti non dovuti – chiarisce Tutolo –. È un problema organizzativo che si traduce in un danno per i cittadini e per il bilancio pubblico».
Ricognizione sulle ASL pugliesi dal 2023 al 2026
La richiesta trasmessa ai direttori generali punta a ottenere dai Distretti Socio-Sanitari dati puntuali sul numero delle comunicazioni ricevute dagli erogatori dei servizi domiciliari e residenziali e sulle forniture che sono state sospese proprio grazie a tali segnalazioni, con l’indicazione dei relativi costi.
La ricognizione interesserà il periodo compreso tra il 2023 e il 2026 e le ASL dovranno trasmettere la propria relazione entro il 30 settembre 2026.
L’obiettivo dichiarato è verificare se esista un sistema informativo completo, tempestivo e tracciabile, in grado di determinare l’immediata sospensione delle forniture nel momento in cui l’assistito non abbia più titolo a riceverle.
«Questa indagine serve a individuare dove si generano i ritardi e a pretendere che vengano eliminati. Ogni euro sprecato è un euro sottratto ai servizi che i cittadini aspettano», conclude Antonio Tutolo.
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