A Carovigno arrestato un 33enne per detenzione di arma clandestina e munizioni. A San Vito dei Normanni, denunciato un 58enne per possesso di munizioni e 431 kg di gasolio illecitamente detenuto in condizioni pericolose
Nella mattinata del 19 novembre, i Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni (BR) hanno condotto un’operazione mirata alla ricerca di armi, munizioni e materiali pericolosi, ottenendo due significativi risultati a Carovigno e San Vito dei Normanni.
A Carovigno, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione illegale di arma clandestina e munizioni. Durante una perquisizione nell’abitazione del sospettato, sono stati rinvenuti nascosti sopra un armadio nella camera da letto dei figli minori:
- Una pistola semiautomatica calibro 9×21 con matricola abrasa, dotata di serbatoio bifilare contenente 5 cartucce;
- Una scatola contenente 48 cartucce dello stesso calibro.
Tutto il materiale è stato immediatamente sequestrato. Dopo le procedure di rito, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Sempre nella stessa giornata, i Carabinieri di San Vito dei Normanni hanno eseguito una perquisizione domiciliare nei confronti di un uomo di 58 anni, trovando:
- Un proiettile calibro 7,65;
- 431 kg di gasolio per autotrazione illecitamente detenuto. Il combustibile era stoccato in taniche e bottiglie di plastica non conformi alle norme di sicurezza, rappresentando un rischio per la pubblica incolumità.
Il gasolio, oltre a essere pericoloso, era sottratto al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, configurandosi come una violazione fiscale. Tutti i materiali sono stati sequestrati, e l’uomo è stato denunciato per detenzione illecita di munizioni e di materiale infiammabile pericoloso.
Le operazioni si inseriscono in un più ampio programma di contrasto alla criminalità diffusa portato avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi, mirato a garantire la sicurezza pubblica e la legalità sul territorio.
Si sottolinea che, in conformità con il principio della presunzione d’innocenza, gli indagati sono considerati non colpevoli fino a una sentenza definitiva che accerti la loro responsabilità.








