Ok del Consiglio dei Ministri al decreto ex Ilva: Continuità produttiva e tutela dei lavoratori

Via libera all’utilizzo dei 108 milioni residui del finanziamento ponte e stanziamento di 20 milioni per CIGS e indennizzi alle famiglie del quartiere Tamburi, in un quadro che punta a garantire stabilità, occupazione e percorso di decarbonizzazione dello stabilimento

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che contempla misure urgenti per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva, tutelare i lavoratori e riconoscere indennizzi alle comunità più esposte. A comunicarlo è il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che evidenzia come il provvedimento rappresenti un tassello decisivo in una fase altamente complessa per il sistema siderurgico nazionale.

Tra le principali novità, il decreto autorizza Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte, risorse considerate indispensabili per garantire la piena operatività degli impianti fino a febbraio 2026, data entro cui si concluderà la procedura di gara per l’individuazione del nuovo aggiudicatario. Un intervento che, nella prospettiva del Governo, risponde all’esigenza di evitare ulteriori rallentamenti industriali e di sostenere un comparto determinante per l’economia pugliese e nazionale.

Sul fronte istituzionale, il ministro Urso ha convocato a Roma il sindaco di Taranto, il presidente della Regione Puglia e i rappresentanti sindacali per un confronto immediato. «Comprendiamo perfettamente la rabbia dei lavoratori e le legittime preoccupazioni sul futuro di questa fabbrica. La tutela della salute e la salvaguardia dei posti di lavoro restano ai primi posti nell’agenda del Governo», afferma il deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, ricordando la complessità di una crisi che affonda le radici in scelte passate e in una lunga stagione di mancati interventi.

Iaia sottolinea come la prospettiva della decarbonizzazione resti un obiettivo irrinunciabile, da coniugare con la necessità di mantenere in attività l’unico altoforno operativo e preservare l’indotto. «Occorre senso di responsabilità da parte di tutti: istituzioni, politica, sindacati e associazioni. La salvaguardia dei posti di lavoro passa dalla produzione e dal percorso di transizione industriale», evidenzia il parlamentare, auspicando un’unità d’intenti stabile tra Governo, ente locale e futuro presidente della Regione.

A supporto dei lavoratori, il decreto prevede l’assegnazione di 20 milioni di euro per il biennio 2025-2026 destinati a coprire fino al 75% dell’integrazione del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, finora interamente sostenuto da Acciaierie d’Italia. Una misura che, secondo Iaia, rappresenta «una risposta concreta alle esigenze di chi vive ogni giorno le difficoltà di un contesto industriale fragile».

Il provvedimento interviene inoltre sul Fondo per gli indennizzi ai proprietari di immobili del quartiere Tamburi, consentendo l’utilizzo delle risorse residue del 2025 per integrare gli indennizzi parziali relativi alle domande già presentate. «È essenziale non dimenticare le famiglie e garantire il supporto necessario al loro benessere», aggiunge Iaia.

Il decreto segna dunque un passaggio chiave in una fase cruciale per il futuro dello stabilimento e del territorio tarantino, chiamato a sostenere un percorso di transizione industriale complesso, mantenendo al centro la tutela dei lavoratori e delle comunità.

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