«Scrittore e giornalista appassionato e leale, Alessio ha sempre cercato di utilizzare la scrittura come grimaldello dei tempi, sempre capace di ascoltare, di scardinare, di denunciare e al contempo di costruire» ha detto il presidente Michele Emiliano
È morto a 70 anni, dopo una lunga malattia, Alessio Viola, giornalista e scrittore pugliese.
Nato a Troia, nel Foggiano, l’11 luglio 1952, Viola era laureato in Storia e Filosofia e per lunghi anni ha insegnato nelle scuole private. Operaio e sindacalista, venditore di quadri porta a porta, giocatore di rugby, oste, fondatore, insieme ad altri, dell’associazione ricreativa e culturale “Taverna del Maltese” è poi arrivato al giornalismo collaborando con Repubblica Bari prima e Corriere del Mezzogiorno poi.
Tante le sue pubblicazioni, tra saggi e racconti: “Nessuno è innocente” e “La formazione dei saperi” con Schena, poi “Closin time” con Laterza, “Ghiaccio” con Palomar, “Il ricordo è un cane che ti azzanna” con Progedit e “Dove comincia la notte” con Rizzoli, tradotto in Francia da Rivages con il titolo di “Celui qui ne dormait pas”.
È di venerdì scorso il suo ultimo post su Facebook: Viola aveva pubblicato un brano del poeta russo Sergej Aleksandrovic Esenin dedicandola a Sinisa Mihajlovic, morto anch’egli dopo una lunga malattia.
«La scomparsa di Alessio Viola mi addolora molto. Scrittore e giornalista appassionato e leale, Alessio ha sempre cercato di utilizzare la scrittura come grimaldello dei tempi, sempre capace di ascoltare, di scardinare, di denunciare e al contempo di costruire», così lo ricorda il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che si unisce «al dolore di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato. Alla famiglia, ai colleghi, ai suoi cari, giunga il mio sincero cordoglio unito a quello dell’intera comunità pugliese», conclude Emiliano in una nota.








