PNRR sanità, Pagliaro lancia l’allarme: «Cantieri in ritardo, rischio perdita fondi»

Sopralluoghi nel Leccese: solo 2 strutture su 5 vicine al traguardo. «Situazione critica, serve accelerare subito»

Un bilancio che preoccupa e riaccende il dibattito sulla sanità territoriale in Puglia. Dopo una nuova giornata di sopralluoghi nei cantieri finanziati dal PNRR, il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo di Fratelli d’Italia, parla senza mezzi termini di situazione critica.

Cinque strutture ispezionate tra case e ospedali di comunità e una centrale operativa territoriale in provincia di Lecce. Il risultato, però, è tutt’altro che rassicurante: solo due cantieri sembrano vicini al completamento entro la scadenza fissata a fine giugno.

Una corsa contro il tempo che, secondo Pagliaro, rischia di trasformarsi in un’occasione mancata, con la concreta possibilità di perdere i fondi PNRR destinati alla sanità pugliese, pari a 256 milioni di euro.

Cantieri a rilento: da Nardò segnali positivi, criticità altrove

Nel dettaglio, a Nardò i lavori per l’ospedale di comunità all’interno del PTA sembrano procedere secondo i tempi previsti. Situazione diversa, invece, a Galatone, dove la casa di comunità è ancora lontana dal completamento e il cantiere, al momento del sopralluogo, risultava chiuso.

A Galatina, la centrale operativa territoriale dovrebbe entrare in funzione a breve, segnando uno dei pochi segnali positivi emersi dalla giornata.

Le criticità più evidenti si registrano però ad Aradeo, dove la struttura appare ancora incompleta, e a San Cesario, dove i lavori dell’ospedale di comunità risultano fortemente in ritardo. Qui, secondo quanto riferito, anche l’accesso al cantiere si sarebbe rivelato complicato.

«Rischio concreto di perdere fondi»: l’affondo politico

Il quadro complessivo, dopo le ispezioni effettuate in 31 dei 37 cantieri della provincia di Lecce, viene definito negativo. Un giudizio netto, accompagnato da un nuovo appello alla Regione affinché si accelerino gli interventi.Secondo Pagliaro, le case e gli ospedali di comunità rappresentano un tassello fondamentale per ricostruire la sanità di prossimità, messa in difficoltà da anni di tagli.

Strutture pensate per alleggerire la pressione sui pronto soccorso e garantire assistenza intermedia tra cure domiciliari e ricoveri ospedalieri. Le case di comunità dovrebbero offrire servizi di base con medici, infermieri e specialisti, mentre gli ospedali di comunità accoglierebbero pazienti cronici o con patologie lievi.

Tuttavia, senza un’accelerazione immediata, il rischio è che questi progetti restino incompiuti, con conseguenze dirette per i cittadini. La sanità territoriale riguarda da vicino ogni comunità. Continueremo a monitorare cantieri, ritardi e sviluppi.

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