Giovedì 22 maggio 2025, nell’Auditorium della Chiesa «San Giovanni Paolo II» di Mesagne, il teologo Gianni Cervellera spiegherà parole, gesti e atteggiamenti per un sostegno umano e spirituale alle fragilità psichiche, nell’ambito del percorso promosso dal Centro Volontari della Sofferenza e dall’Ufficio diocesano con il patrocinio della CEI
Prosegue con il quinto appuntamento il corso di Pastorale della Salute organizzato dal Centro Volontari della Sofferenza (CVS) di Brindisi-Ostuni e dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale CEI, dei Silenziosi Operai della Croce e la collaborazione dell’Editoriale Romani.
Il penultimo incontro, dal titolo «In ascolto di te… L’accompagnamento umano e spirituale di persone con disturbi mentali», si terrà giovedì 22 maggio 2025 alle 17.30 presso l’Auditorium della Chiesa «San Giovanni Paolo II» a Mesagne (BR).
Relatore sarà il dott. Gianni Cervellera, teologo, collaboratore dell’Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale della Salute e coordinatore del Servizio di Attenzione Spirituale e Religiosa dell’Ospedale Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio. Il suo intervento — «Che cosa dire e cosa fare. Parole, gesti, atteggiamenti di fronte a chi soffre di disturbi mentali» — offrirà spunti concreti per un accompagnamento rispettoso e consapevole di persone che vivono situazioni di fragilità psichica.
A moderare l’incontro saranno fra Giuseppe Pio Abbruzzese, frate minore della Provincia dell’Assunzione della B.V.M. di Lecce, ed Eleonora Giuri, responsabile diocesana del CVS Brindisi-Ostuni.
Il corso, articolato in sei tappe, si concluderà il prossimo mese e nasce dalla crescente consapevolezza della necessità di affrontare la salute mentale anche in ambito ecclesiale, per costruire comunità più accoglienti e preparate. L’obiettivo è formare operatori pastorali e volontari capaci di riconoscere e accompagnare le fragilità, valorizzando ogni persona nella sua interezza, umana e spirituale.
Come ricordato dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini, la Chiesa è chiamata a diventare un «cantiere» vivo e aperto, dove ogni carisma contribuisca a edificare una comunità solidale, attenta e inclusiva.








