L’architetto Ilaria Pecoraro, docente universitario e l’associazione “Lu Scupariedde”, lanciano una “Summer school sul bianco” in partenariato con l’Università La Sapienza di Roma
di ALESSANDRO NARDELLI – In Ostuni, una delle perle della Puglia, famosa e apprezzata in tutto il mondo per il bianco colore che ne caratterizza le candide mura, oramai da anni, grazie all’incessante lavoro dell’associazione “Lu Scupariedde”, si è fatta una scelta sostenibile, quella di puntare sulla valorizzazione e sullo sviluppo di questa caratteristica, divenuta quasi un marchio turistico che rappresenta la città.
Da qui la nascita, inizialmente di una scuola di lenitori, che ha permesso a molti giovani di imparare quella che è l’antica arte della lenitura a calce, ma anche delle attività di affiancamento a ditte specializzate durante l’annuale imbiancatura della cinta muraria cittadina e “La settimana bianca”, che ha visto eventi, congressi e tante altre attività caratterizzanti l’argomento.
Ma non finisce qui, in quanto, quest’estate, ad Ostuni, prenderà vita la prima Summer school internazionale che l’Università la Sapienza di Roma, ha fortemente voluto organizzare in partenariato, proprio con l’associazione “Lu Scupariedde” e con la collaborazione di varie associazioni e di uno sponsor di eccezione, quale la Bio Productions Srl di Carovigno, che ha preso la decisione di portare avanti una politica sostenibile, scegliendo di produrre la calce, secondo i suggerimenti del grande architetto Marco Vitruvio Pollione.
Questo progetto, consiste in una vera e propria scuola di calce e di realizzazione di muri a secco, che è rivolta a 20 studenti provenienti da tutte le parti del mondo e che afferiscono al corso in Architettura e restauro (Canale inglese), dell’Università La Sapienza di Roma, facoltà di Architettura.
Alla teoria, si affianca molta esperienza sul campo, sotto la guida dello storico maestro lenitore Beniamino Farina, presidente dell’associazione “Lu Scupariedde”, pronto a mostrare e condividere con gli studenti i diversi trucchi del mestiere.
L’architetto Ilaria Pecoraro, docente universitario a contratto presso l’Università La Sapienza di Roma ha voluto fortemente organizzare questo evento nella città bianca. Queste le sue parole: «Quest’idea è figlia del progetto Bianco Calce, che da 5 anni, stiamo portando avanti con i ragazzi del liceo Scientifico e Classico di Ostuni. Abbiamo realizzato una summer school, che vedrà il coinvolgimenti studenti che provengono, perlopiù, da paesi dove si produce la calce, come Marocco, India, Egitto, Messico, Svizzera, Francia, Inghilterra e Germania tra gli altri. Gli studenti partecipanti, sono stati allettati da una interessante modalità di apprendimento, con una docente che non si ferma solamente alle nozioni teoriche provenienti da una cattedra, ma che desidera far conoscere la pratica ai ragazzi, permettendogli di sporcarsi le mani, per insegnare loro, facendo cantiere, grazie anche all’aiuto di Beniamino Farina».
Quest’ultimo, presidente dell’associazione “Lu Scupariedde”, fa presente di essere animato da uno spirito comunitario, indispensabile per «vedere brillare Ostuni proprio come accadeva in passato». Farina spiega che: «il bianco, considerato nella nostra città, senza sapere che se si è raggiunto un certo livello di notorietà e di crescita turistica lo dobbiamo al colore caratteristico della nostra città. Noi, come associazione, portiamo avanti gli sforzi necessari affinché si possa fare unità d’intenti tra politica, imprenditoria e società civile. La cosa che più preoccupa è, però, l’assenza di personale qualificato nella lenitura, un’attività non semplice. Per questo abbiamo deciso di portare avanti una scuola di lenitura, che permette di formare nuove figure in grado di svolgere questo lavoro».








