Parte la digitalizzazione del Museo Civico di Bari: gli archivi storici saranno consultabili anche online

L’obiettivo è quello «di promuovere la fruizione pubblica della biblioteca e dell’archivio storico del Museo Civico di Bari attraverso un’azione complessiva di digitalizzazione puntuale di una parte significativa del suo patrimonio archivistico e librario»

di ROSSELLA TANGORRA – Il Museo Civico di Bari sarà digitale. Tra le attività del progetto che il Comune di Bari ha affidato al Consorzio Idria Scrl, gestore del Museo Civico e della sua biblioteca, rientrano la digitalizzazione di una parte significativa del patrimonio archivistico e librario del Museo Civico di Bari e la realizzazione di un’app mobile pensata per ampliare la fruizione dei beni conservati. Una sorta di inventario interattivo che consentirà agli utenti di accedere con modalità di ricerca semplificate al catalogo digitale della biblioteca.

L’obiettivo dell’intervento da 163mila euro è quello «di promuovere la fruizione pubblica della biblioteca e dell’archivio storico del Museo Civico di Bari attraverso un’azione complessiva di digitalizzazione puntuale di una parte significativa del suo patrimonio archivistico e librario», si legge in una nota del Comune di Bari.

Ed è l’assessora comunale alle Culture, Ines Pierucci, a sottolinearne l’importanza: «Nel solco del percorso di valorizzazione del Museo Civico abbiamo colto la possibilità di digitalizzare buona parte del patrimonio librario e di quello relativo alle arti grafiche con la finalità di migliorarne la fruizione da parte dei visitatori, italiani e stranieri che sono sempre più interessati a conoscere il patrimonio storico-artistico di Bari anche grazie al Museo, che in questi ultimi anni ha saputo diventare un riferimento culturale consolidato».

Le attività di digitalizzazione del Museo Civico e dei suoi archivi avranno inizio il prossimo 1° ottobre e dureranno 12 mesi.

Il Consorzio Idria dovrà procedere al servizio di catalogazione, inventariazione ed etichettatura dei beni individuati utilizzando il software delle biblioteche “SebinaNEXT” o “Isbn web”, allo scopo di incrementare il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e di fornire un agile strumento di consultazione interattivo.

L’affidamento prevede anche la catalogazione e digitalizzazione dell’emeroteca del Museo Civico, che si compone di 320 volumi rilegati riferiti alle testate “Avanti” (1914-1924), “Corriere delle Puglie” (1914-1922), “Corriere della Sera” (1914-1924), “Il fronte interno” (1917-1918), “La tribuna” (1914-1921), “Il giorno” (1914-1920), “Il popolo d’Italia” (1914-1924), “L’idea nazionale” (1915-1922), “Il mattino” (1914-192), “Il giornale d’Italia” (1914-1924), “Il Messaggero” (1914-1920), “Il mezzogiorno” (1918-1920), “Il piccolo” (1914-1924), “Il mondo” (1922-1924) e “La gazzetta di Puglia” (1922-1924).

Saranno catalogati in formato digitale anche alcuni importanti fondi archivistici conservati nel Museo Civico di Bari costituiti da documenti manoscritti, a stampa e iconografici, provenienti per la maggior parte da raccolte private. La consistenza numerica della biblioteca, informano dal Comune, è attualmente stimabile in circa 5.600 volumi ai quali devono aggiungersi 6.300 volumi già appartenenti alla biblioteca comunale di Bari, i 378 volumi della donazione Lovero e i 1.200 volumi donati dalla famiglia dello scrittore Gianrico Carofiglio.

L’app mobile invece racconterà la storia della città attraverso le immagini dei dipinti e dei volumi rari presenti nella struttura museale. Sarà realizzata animando immagini in alta risoluzione di illustrazioni e dipinti di volumi rari conservati nel Museo Civico di Bari, tramite Adobe After Effects e il Game Engine Unity (con l’aiuto di Vuforia per la parte di AR). I personaggi animati, raccontando le loro storie, racconteranno anche la storia della città di Bari e del museo, in un itinerario interattivo per ogni età.

Questo approccio è pensato per ampliare il pubblico del museo e della biblioteca, in una prospettiva di interattività più attrattiva per tutti coloro, in special modo i nativi digitali, per i quali l’interazione spazio fisico/spazio virtuale è fondamentale.

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