«Nei giorni scorsi ha ripreso a marciare l’Altoforno 1 dell’ex Ilva, un impianto alimentato ancora con il ciclo del carbone. Non ho condiviso l’enfasi con cui il governo ha celebrato il riavvio dell’impianto, ritenendolo se non un passo indietro» dice Di Gregorio
Dichiarazione stampa del consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd), presidente II Commissione consiliare. «Ancora una volta, in un Paese troppo spesso lacerato dalle contrapposizioni, le parole del presidente Mattarella riconducono le questioni alla loro vera dimensione ed indicano il percorso da seguire. Il discorso del capo dello Stato in apertura del Festival delle Regioni in corso a Bari ha offerto tra le altre cose una lettura lucida, concreta e lungimirante sulla transizione ecologica.
Un tema globale, probabilmente il più urgente che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare. Allo stesso tempo, un argomento che impatta sulla vita quotidiana di tutti, sui territori, sui metodi di produzione, sull’occupazione. La decarbonizzazione è un tassello importante di questo complesso mosaico e riguarda da vicino tante realtà tra cui Taranto, sede del più grande centro siderurgico italiano.
Nei giorni scorsi ha ripreso a marciare l’Altoforno 1 dell’ex Ilva, un impianto alimentato ancora con il ciclo del carbone. Non ho condiviso l’enfasi con cui il governo ha celebrato il riavvio dell’impianto, ritenendolo se non un passo indietro, sicuramente una battuta d’arresto verso il processo di decarbonizzazione e riconversione ecologica della fabbrica.
Rileggendo ora le parole del presidente Mattarella, i miei dubbi trovano sostanza. Contrastare il cambiamento climatico e proseguire con determinazione sulla via della decarbonizzazione sono obiettivi irrinunciabili – ha detto il capo dello Stato – Le politiche ambientali vanno integrate nelle politiche per la crescita e non considerate un freno allo sviluppo. Lo sviluppo deve essere sostenibile, diversamente è vano e illusorio.
Credo che queste parole debbano guidare le azioni del governo, delle regioni, delle amministrazioni locali, dei dirigenti d’impresa, dei sindacati. Diversamente avremo perso tutti, con elevatissimi costi sociali, sanitari e ambientali».








