Il consigliere regionale denuncia l’immobilismo sull’acqua dopo Xylella e siccità, con perdite di raccolto fino al 40%. La proposta è di bloccare le condotte per lo sversamento e investire in una rete capillare di distribuzione dei reflui affinati per la rigenerazione agricola e paesaggistica
La crisi idrica del Salento è un campanello d’allarme ormai da tempo nella regione. A parlare sulla questione è il consigliere regionale Paolo Pagliaro, che affrontando la questione denuncia la mancata rigenerazione agricola e paesaggistica.
L’accusa è principalmente rivolta alla Giunta Emiliano e all’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia che, secondo il consigliere, hanno solo fatto promesse senza mai agire concretamente. Le campagne sono già devastate dalla Xylella e dagli incendi, a sostegno di ciò Pagliaro afferma: «I campi sono disseccati e le perdite nei raccolti superano in molti casi il 40%».
La situazione potrebbe essere tranquillamente risolta utilizzando i reflui depurati e affinati con l’uso del denaro dei cittadini. Il surplus anziché essere usato per irrigare i terreni agricoli, viene scaricato in mare. La denuncia è condivisa anche da Graziano De Tuglie, esponente della destra ambientale salentina e storico promotore dell’associazione Fare Verde.
Non servono, secondo i promotori della denuncia, opere imponenti come la condotta da 13,8 milioni di euro prevista a Gallipoli per lo sversamento a mare delle acque affinate. Serve invece una rete intelligente e capillare che convogli i reflui agricoli nei campi salentini, permettendo il riversamento nelle campagne.
Per Pagliaro quindi è fondamentale agire in fretta, prima che il Salento perda non solo la sua produttività agricola ma anche la sua identità paesaggistica, proprio a causa delle crisi idrica.








