Bari: Processo “Codice Interno”, i pm chiedono 10 anni di reclusione per l’ex consigliere regionale Olivieri

Accuse di voto di scambio politico-mafioso ed estorsione: una rete di intrecci tra criminalità, politica e imprenditoria sotto la lente della Dda di Bari

La Procura di Bari ha avanzato la richiesta di condanna a 10 anni di reclusione per l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, accusato di voto di scambio politico-mafioso ed estorsione nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”. L’indagine, condotta dalla Dda di Bari e dalla squadra mobile, ha messo in luce presunti legami tra esponenti politici, clan mafiosi e il mondo imprenditoriale barese, evidenziando il ruolo di primo piano di Olivieri nel reperire voti attraverso tre diversi clan della città.

L’ex consigliere è stato arrestato il 26 febbraio 2024 e si trova tuttora in carcere. Durante l’udienza con rito abbreviato, i pm Marco D’Agostino e Fabio Buquicchio hanno ricostruito la tesi accusatoria, sottolineando la capacità dell’imputato di piegare “tutto e tutti” alle sue esigenze personali, anche in relazione a un’estorsione ai danni dell’ex presidente della Banca Popolare di Bari. La richiesta di condanna si inserisce in un procedimento che coinvolge 108 imputati, tra cui figure di spicco della criminalità organizzata locale e familiari di Olivieri, come la moglie Maria Carmen Lorusso, anch’essa a giudizio per vicende collegate.

L’inchiesta ha portato alla nomina di una commissione d’accesso da parte del Ministero dell’Interno per valutare eventuali infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione comunale di Bari. Dal 29 gennaio è previsto l’inizio delle arringhe difensive da parte degli avvocati degli imputati.

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