Il presidente Antonello Bruno denuncia una crisi senza precedenti per la filiera del latte pugliese, schiacciata dall’arrivo di materia prima a basso costo dall’estero e dal Nord Italia. Confagricoltura Puglia ha richiesto un incontro urgente all’assessore Francesco Paolicelli per tutelare la filiera
La filiera lattiero-casearia pugliese attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni. L’arrivo massiccio di latte low cost dall’estero, e in parte dal Nord Italia, venduto a circa 30 centesimi al litro, sta mettendo sotto pressione allevatori e caseifici locali. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Puglia. L’associazione ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli.
L’obiettivo è affrontare una crisi che rischia di avere ripercussioni profonde non solo sul piano produttivo, ma anche occupazionale e sociale. «Il settore pugliese vive oggi una fase di forte instabilità – spiega il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno –. I prezzi del latte alla stalla non sono coerenti con l’aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende zootecniche. Questa situazione compromette gravemente la sostenibilità economica delle imprese».
A pesare ulteriormente è il fenomeno della concorrenza sleale, legato all’utilizzo di latte e semilavorati di provenienza esterna. Per di più, una volta trasformati vengono spesso commercializzati come prodotti pugliesi. «Una pratica – sottolinea Bruno – che penalizza i trasformatori locali che operano nel rispetto delle regole, comprime ulteriormente i prezzi e altera i normali meccanismi di mercato. Un danno economico e di immagine all’intero sistema produttivo regionale».
Il problema riguarda in particolare le importazioni dal Nord Europa, dove il latte viene immesso sul mercato a prezzi che non coprono nemmeno i costi di produzione delle aziende pugliesi. Le conseguenze si ripercuotono sull’intera filiera e colpiscono soprattutto le produzioni di eccellenza. Tra queste spicca la Mozzarella di Gioia del Colle DOP, riconosciuta nel 2020. Anche altri formaggi freschi e stagionati tipici, come il caciocavallo, vedono minacciata la propria tipicità dall’invasione di materia prima a basso costo.
«Il combinato disposto di prezzi non remunerativi, aumento dei costi e concorrenza sleale – conclude Bruno – rischia di compromettere seriamente la continuità produttiva di molte aziende, con conseguenze rilevanti anche sul piano occupazionale e territoriale». Da qui la richiesta di un confronto urgente con tutte le parti coinvolte per individuare misure condivise. La richiesta è di tutela del prezzo del latte, rafforzamento dei controlli e una più incisiva valorizzazione della produzione lattiero-casearia pugliese.








