Assalto avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, 21 febbraio: ingenti danni alla filiale Credem. A seguire, l’intervista al sindaco Noè Andreano
di BARBARA RINALDI – Nella notte tra sabato e domenica il silenzio del centro cittadino è stato spezzato da un violento assalto al bancomat della filiale Credem, un assalto che ha scosso profondamente l’intera comunità. I malviventi, secondo una prima ricostruzione, avrebbero utilizzato tecniche da “spaccata” per forzare l’ingresso e raggiungere lo sportello automatico, provocando danni significativi alla struttura e all’interno della banca.
L’esplosione – o comunque l’azione meccanica utilizzata per scassinare il dispositivo – ha svegliato diversi residenti della zona, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia della banca sia delle vie limitrofe.
Al momento non è stato reso noto se i ladri siano riusciti a portare via denaro. Le indagini puntano a ricostruire la dinamica dell’azione, la possibile presenza di un mezzo utilizzato per la fuga e l’eventuale collegamento con altri episodi simili avvenuti nel territorio.
Intervista al Sindaco di Casalvecchio di Puglia Noè Andreano
Oggi 23 febbraio, intervista al sindaco di Casalvecchio di Puglia, Noè Andreano, dopo l’assalto alla Credem del Paese.
Sindaco, qual è la prima reazione a questo episodio che ha colpito il cuore del Paese? «È una reazione di forte preoccupazione e anche di sgomento da parte dell’intera comunità locale. Si percepisce infatti un livello di sicurezza non adeguato alla realtà di piccoli comuni montani e interni come i nostri.
Si tratta di territori che già affrontano numerose diseconomie sociali e diversi disagi quotidiani per cittadini e attività economiche. Quando diminuisce la percezione di sicurezza, cresce inevitabilmente il senso di vulnerabilità tra la popolazione. La preoccupazione aumenta soprattutto perché vengono colpiti servizi considerati essenziali per la vita della comunità.
Uno sportello bancario rappresenta infatti un presidio fondamentale per cittadini, imprese e attività commerciali del territorio. Oggi quel servizio non è disponibile e resterà assente fino al completamento degli interventi di ripristino. Ci auguriamo che il ritorno alla normalità avvenga nel più breve tempo possibile.
Nel frattempo, però, l’assenza dello sportello genera disagi concreti e diffusi tra i residenti. Questo crea apprensione tra i cittadini e alimenta un senso generale di insicurezza. È una preoccupazione personale, ma soprattutto collettiva, che coinvolge l’intera cittadinanza senza distinzione».
Capisco, la videosorveglianza presente in zona è sufficiente o pensa che servono ulteriori investimenti in sicurezza? «Sistema di videosorveglianza, qualche impianto di videosorveglianza ma non è sufficiente. Abbiamo partecipato ben quattro volte ai bandi ministeriali per la sicurezza e la videosorveglianza ma non siamo stati beneficiari del finanziamento ministeriale che aumenterebbe il grado di videosorveglianza e di sicurezza. Non siamo beneficiari perché l’indice di criminalità, di criminosità nei nostri comuni è piuttosto basso e non ci fa scalare le posizioni nella graduatoria di assegnazione di questi fondi.
Questo accade anche perché molti episodi di microcriminalità non vengono denunciati e quindi non incidono sulle statistiche ufficiali. Di conseguenza, i comuni piccoli incontrano maggiori difficoltà nell’accedere ai fondi destinati alla sicurezza e alla videosorveglianza. Sarebbe invece necessario riconoscere l’importanza di questi sistemi proprio nei territori più piccoli e periferici.
La sicurezza garantita nei piccoli comuni dovrebbe essere pari a quella assicurata nelle grandi città. Anche se gli eventi criminosi risultano numericamente inferiori, le fragilità sociali restano comunque molto presenti. Infatti, esistono diverse diseconomie territoriali che rendono queste comunità particolarmente vulnerabili.
Queste condizioni rischiano progressivamente di ridurre i servizi disponibili e aumentare il senso di isolamento delle aree interne. Per questo motivo serve un’attenzione maggiore verso i piccoli comuni nella distribuzione delle risorse pubbliche.
Sarebbe necessario quindi che su questi comuni, anche più piccoli, sia posta un’attenzione differente nell’attribuzione di questi fondi e permetta anche ai comuni più piccoli di accedere più facilmente anche quando non si hanno indici di criminosità molto elevati».
Capisco.Ha già avuto un confronto con le forze dell’ordine su quanto accaduto e sulle prime risultanze delle indagini?
Percorrere il tragitto dei malviventi, resta però anche in loro questa considerazione di rammarico che comunque secondo la normativa legislazione vigente si tratta di un reato di furto aggravato, ma niente di più. Il che vuol dire che anche le pene che possono essere inflitte qualora venissero intercettate, appunto i malviventi, non sono molto elevate. Il che vuol dire che magari qualcuno può sentirsi anche impunito nei confronti di reati di questo genere.
Magari sarebbe necessario cambiare anche dal punto di vista normativo qualcosa perché una situazione del genere con esplosioni che mettono a repentaglio anche la sicurezza dei fabbricati e di chi ci abita, anche di quelli limitri perché le banche stanno nel pieno tessuto urbano, possa essere considerato un evento criminoso, un reato un po’ più grave, tale da poter essere inflitte più severe.
Magari questo potrebbe diventare anche un deterrente per chi immagina di fare razzia non soltanto nei piccoli comuni ma in tanti territori foggiani. Ormai è di stamattina l’ultima notizia che nel comune di Bovino stanotte è avvenuta la stessa cosa. Nel comune di Poggio Imperiale, altro piccolo comune della provincia di Foggia, è avvenuto una settimana fa. E’ triste pensare che questo possa considerarsi quasi un evento per il quale non c’è niente da fare.
Questa condizione di rassegnazione non è accettabile e quindi noi chiediamo alle autorità competenti di avere un ruolo importante su questo, di intervenire in maniera forte. In maniera forte chiediamo un Consiglio comunale, un Consiglio dell’Unione dei Comuni che si terrà domani martedì 24 febbraio con un tema all’ordine del giorno, sono le proposte, le azioni di intervento in tal senso.
Come Anci Puglia, l’associazione nazionale dei comuni italiani con l’associazione regionale che riguarda la Puglia, abbiamo chiesto un intervento al ministro dell’interno Piantedosi già in occasione di eventi del genere che si sono verificati nel mese di dicembre in altri comuni del foggiano, in particolare a Stornarella, dove già erano avvenute in altre occasioni, però non abbiamo ricevuto nessuna risposta ancora da parte del ministro, reitereremo questa distanza e ci auguriamo che possa essere presa in considerazione al più presto.
Benissimo, lei è stato molto gentile. È previsto un dialogo con Credem per garantire continuità? «Dalle prime interlocuzioni con Credem è arrivata subito una disponibilità chiara: il servizio bancario non sarà abbandonato. Esisteva infatti il timore che istituti presenti nei piccoli territori potessero decidere di rinunciare dopo un attacco simile.
Invece Credem ha confermato la volontà di restare operativa, scelta che merita un sincero ringraziamento da parte della comunità. Tuttavia, nelle prossime settimane saranno inevitabili alcuni disagi legati ai lavori di ripristino dei locali danneggiati. Gli spazi interni della banca risultano infatti devastati dall’evento criminoso e necessitano di interventi strutturali importanti.
Per questo motivo servirà tempo prima del ritorno alla piena normalità del servizio bancario. Nel frattempo si chiede che venga garantita la continuità operativa con qualsiasi soluzione temporanea possibile. Resta però la preoccupazione che non tutte le esigenze del territorio possano essere soddisfatte durante questa fase.
L’auspicio è che i lavori vengano completati nel più breve tempo possibile. In situazioni analoghe, infatti, il ripristino del servizio è avvenuto generalmente entro dieci o quindici giorni. Nei casi più complessi si è arrivati a circa venti giorni, creando ormai una casistica abbastanza consolidata.
Un ritorno rapido alla normalità sarebbe fondamentale per limitare i disagi alla popolazione locale. Il problema riguarda non solo i correntisti, ma soprattutto le attività commerciali del paese. Gli esercenti hanno infatti la necessità quotidiana di versare la liquidità presso lo sportello bancario.
Attualmente molti sono costretti a spostarsi nei comuni vicini per effettuare operazioni essenziali. Questa situazione aumenta anche i rischi legati al trasporto di denaro contante sulle strade del territorio. Il pericolo di circolare con somme elevate preoccupa cittadini e commercianti, soprattutto considerando episodi già avvenuti in passato.
Per questo motivo la richiesta principale resta una sola: ridurre al minimo i tempi di chiusura e ripristinare presto il servizio».
Perfetto, allora Sindaco Noè la ringrazio da Inpuglia24 della sua testimonianza e ci auguriamo insieme che le attività sia del Ministeriale, delle Forze dell’Ordine e della Credem stessa si attivano quanto prima. La ringrazio e la saluto e spero di sentirla presto per ulteriori aggiornamenti. «Grazie, ringrazio tutto lo spazio che avete messo a disposizione e se dovessero esserci altri aggiornamenti potremmo risentirci».
L’assalto rappresenta un duro colpo per un piccolo centro che negli ultimi anni ha investito molto sulla sicurezza e sulla vivibilità urbana. Il sindaco Noè Andreano ha espresso vicinanza ai cittadini e ha assicurato piena collaborazione con le forze dell’ordine.
Intervista Audio Integrale al Sindaco Noè Andreano
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