Presente il presidente della Camera, Roberto Fico
di MATTIA URSO – Si è tenuto oggi nel Kursaal Santalucia di Bari, l’evento “La resistenza è un bel futuro”, organizzato dalla Regione Puglia, dall’Osservatorio regionale sui neo-fascismi e dal Teatro Pubblico Pugliese (TPP) per celebrare il 77esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Il punto di vista collettivo è sembrato coincidere nel dualismo tra Festa della Liberazione e la situazione in Ucraina, dove anni dopo dalla nostra liberazione dal regime nazifascista, si trovano a fronteggiare una situazione, anche se diversa da molti punti di vista, abbastanza rappresentativa degli stessi valori che portarono noi italiani a liberarci.

A margine dell’evento è intervenuto il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha dichiarato: «In questo momento con tutte le cose che stiamo vedendo e scoprendo, sono più disgustato che ottimista». Sempre riguardo la situazione Ucraina «La pace va raggiunta ma non significa arrendersi, quindi oggi ancora di più il popolo ucraino deve determinarsi e il suo diritto di popolo va rispettato, come quello alla difesa, all’istruzione, che sono diritti sacrosanti e il Parlamento italiano è vicino al popolo ucraino, alle sue istituzioni e a questi diritti”
Il presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo, ha espresso il proprio pensiero sul palco: «Tutto nasce dall’invasione russa, moralmente e giuridicamente da condannare e condannata, senza se e senza ma, a cui hanno fatto e stanno facendo seguito uno scempio di umanità e di vita del popolo ucraino e una legittima resistenza armata. Il punto oggi è: come arrivare a una pace vera».
Intervenuta, anche se non fisicamente, Liliana Segre che tramite un messaggio letto da un liceale barese sul palco, ha espresso le sue parole di supporto: «Il 25 aprile ci ricorda che resistere è necessario, è un dovere, ieri come oggi. Ovunque la giustizia e la dignità vengano attaccate, umiliate, distrutte, ora e sempre resistenza. Questo deve essere lo slogan, il grido che sempre deve accompagnare nostro atteggiamento verso la guerra. La nostra festa, quella del 25 aprile, la festa di tutti i democratici, degli antifascisti, la festa della nostra Repubblica ricorda il giorno in cui cominciammo a liberarci con le nostre forze e con il nostro sangue, il giorno in cui i partigiani, insieme agli alleati della coalizione antifascista dettero l’ultimo colpo alla guerra dell’invasore nazifascista. Ma è una festa che oggi, come sempre, parla anche del nostro presente, ad un presente di guerra che ci si impone prepotentemente, dove una potenza aggredisce e sanguinosamente distrugge un Paese sovrano nel cuore dell’Europa, ma un presente ancora anche dalla pandemia, con i suoi costi umani e sociali».
Intervenuto anche il sindaco Decaro che ha affermato: «Al popolo ucraino va oggi il nostro pensiero di resistenza, a chi fugge per non vedere morire sotto le bombe i propri figli, a chi resta per aiutare i propri concittadini negli ospedali, nelle scuole, nei rifugi di fortuna. Perché non esiste una resistenza giusta o sbagliata davanti alla ferocia della guerra. Esiste solo la resistenza di un popolo che vuole tornare a essere libero di decidere il proprio destino».








