Il Movimento 5 Stelle torna a chiedere trasparenza sul futuro della ex Banca Popolare di Bari. Al centro della conferenza stampa il tema della privatizzazione di BdM e la tutela di risparmiatori e lavoratori
Si riaccende il dibattito sul futuro della ex Banca Popolare di Bari. Nel corso di una conferenza stampa dedicata alla situazione della BdM, il Movimento 5 Stelle ha espresso forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di privatizzazione annunciata dal Governo, definendola un’operazione ancora priva di una strategia industriale chiara e di adeguate garanzie per il territorio.
Al centro dell’incontro il tema della tutela dei risparmiatori, dei lavoratori e del ruolo strategico che la banca continua ad avere per il Mezzogiorno.
Presenti alla conferenza il vicepresidente del M5S e responsabile delle politiche economiche e fiscali Mario Turco, il deputato e coordinatore cittadino Gianmauro Dell’Olio, la capogruppo del M5S in Regione Puglia Maria La Ghezza, l’assessore alla Legalità Nicola Grasso e il consigliere comunale Italo Carelli.
La preoccupazione per una “privatizzazione senza visione”
«Diciamo no a una privatizzazione al buio della BdM annunciata dal Governo», ha dichiarato in corsivo Mario Turco nel corso dell’incontro con una delegazione dell’associazione degli azionisti danneggiati.
«Un’operazione che, allo stato attuale, appare priva di trasparenza, di una chiara visione industriale e di adeguate garanzie sia per i risparmiatori, che attendono ancora giusti ristori, sia per i lavoratori e per il futuro occupazionale della banca», ha aggiunto.
Secondo il Movimento 5 Stelle, il rischio concreto sarebbe quello di assistere a uno smembramento della banca attraverso la cessione di sportelli e attività, con conseguenze pesanti per il sistema economico del Sud Italia.
Il tema della desertificazione bancaria nel Mezzogiorno
Nel corso della conferenza stampa è stato più volte evidenziato il rischio di una progressiva desertificazione del credito nel Mezzogiorno.
«Non vogliamo che questa privatizzazione si trasformi in una mera operazione finanziaria frammentata», ha sottolineato Turco.
«Il Sud ha già pagato un prezzo altissimo in termini di presenza bancaria, e oggi rischia una vera desertificazione del credito, con conseguenze pesanti non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e della legalità».
Secondo il vicepresidente del M5S, il credito rappresenta una vera e propria infrastruttura strategica per sostenere famiglie, imprese e investimenti territoriali.
I risparmiatori ancora in attesa dei ristori
Uno dei temi centrali resta quello dei ristori ai risparmiatori coinvolti nella vicenda della ex Popolare di Bari.
«Vogliamo sapere a chi sarebbero destinati i proventi dell’eventuale vendita e se sia stata presa in considerazione l’ipotesi di utilizzare parte di quelle risorse per garantire finalmente ristori concreti ai risparmiatori coinvolti», ha dichiarato Turco.
Il Movimento 5 Stelle ha ricordato di aver già presentato emendamenti alla legge di Bilancio e interrogazioni parlamentari sul tema, ribadendo l’intenzione di continuare a seguire la vicenda anche in sede parlamentare.
Dell’Olio: «Non si può fare cassa sulle spalle degli italiani»
Molto duro anche l’intervento del deputato Gianmauro Dell’Olio, che ha criticato la scelta del Governo di procedere alla cessione della quota pubblica della banca.
«Non si può fare cassa sulle spalle degli italiani», ha affermato.
«Stiamo parlando di una banca che doveva trasformarsi in una banca pubblica di investimenti, come previsto dal dl 142/2019».
Secondo Dell’Olio, l’uscita dello Stato dalla banca rappresenterebbe «un tradimento per i risparmiatori danneggiati».
Il ruolo degli enti locali e della Regione
Sul fronte istituzionale è intervenuto anche il consigliere comunale Italo Carelli, ricordando l’approvazione unanime di una mozione in Consiglio comunale per chiedere che eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione pubblica vengano utilizzate a favore dei risparmiatori.
«Il nostro intento è orientare eventuali forme di tutela verso i piccoli risparmiatori, quelli più vulnerabili», ha spiegato.
Anche la capogruppo regionale Maria La Ghezza ha assicurato attenzione sulla vicenda.
«Siamo pronti a raccogliere le istanze emerse oggi e ad avviare un confronto in maggioranza per eventuali iniziative congiunte di pungolo al Governo e in favore di chi è stato danneggiato», ha dichiarato.
Grasso: «La tutela dei risparmiatori è un principio costituzionale»
A chiudere gli interventi è stato l’assessore alla Legalità Nicola Grasso, che ha richiamato il principio costituzionale della tutela del risparmio.
«Il punto di partenza è l’articolo 47 della Costituzione», ha ricordato.
«Dobbiamo fare in modo che sia il pubblico a correggere le storture del privato. Non possiamo lasciare soli migliaia di risparmiatori».
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