Per affrontare la crisi energetica «Abbiamo le energie che Madre Natura ci ha donato, quelle che dovremmo utilizzare e mettere a regime»
di LUDOVICA PETRUZZELLI – Chi è Caterina Marini? Perché ha scelto di candidarsi?
Io sono una ricercatrice, docente universitaria. Sono iscritta ai Verdi da 4 anni, da quando ho iniziato a sentirmi priva di un’espressione di voto che mi rappresentasse, quando la sinistra è caduta in crisi. Sono segretaria per la provincia di Brindisi e anche consigliera federale nazionale del partito. Sono stata candidata alle Regionali, pertanto il mio impegno sul territorio per le battaglie ecologiste e sociali, che i Verdi portano avanti, sono iniziate già dal 2020. Dopodiché, chiaramente come ruolo di partito, non potevo non dare la mia disponibilità per questa campagna di sollecitazione ed impegno. Il nostro obiettivo come Partito è rientrare in Parlamento. Del resto, grazie alle mie competenze e capacità di analisi, ho pensato di poter contribuire al bene del Paese.
Quali sono le prime criticità sulle quali i vincitori dovranno intervenire?
Ne sentiamo parlare tutti i giorni, la prima criticità riguarda l’energia. Stiamo per affrontare un autunno ed un inverno drammatici. L’abbiamo visto già con il chiudersi dell’inverno scorso: le bollette del gas sono aumentate per ogni famiglia, ma anche per le imprese. Quindi avremo una crisi sotto tutti i punti di vista: dal punto di vista energetico, la capacità delle famiglia italiane di riscaldarsi; dal punto di vista del portafoglio, i prezzi lieviteranno.
Come si può portare avanti una politica energetica e ambientale sostenibile?
I Verdi lo dicono da almeno 15 anni: la dipendenza dalle fonti fossili sta diventando la più importante causa di impoverimento delle famiglie italiane e non. Le risorse naturali cominciano a scarseggiare, di conseguenza, più scarseggia l’offerta maggiore è il prezzo. Le fonti fossili diventano motivo anche di guerra per accaparrarsi delle fonti energetiche, petrolio (Iraq), silicio (Donbas), metano. Come si risolve: abbiamo le energie che Madre Natura ci ha donato, quelle che dovremmo utilizzare e mettere a regime. La Puglia è stata pioniera già dai tempi del governo di Nichi Vendola, sovvenzionandole e finanziandole, anche se in maniera un po’ disordinata, perché abbiamo visto che tanti terreni agricoli sono stati ceduti ai pannelli solari. Però, fondamentalmente, il Sole e il Vento sono le uniche fonti di energia, dalla quale può nascere un’economia green: produzione di pannelli solari, produzione di pale eoliche, manutenzioni e competenze che l’Università sta già creando, ma in Italia manca ancora un settore industriale che si concentri sulla produzione di energia green. Nel frattempo, abbiamo i rigassificatori e molti parlano di costruirne di nuovi. In realtà, in Italia abbiamo quelli esistenti che stanno lavorando la metà della loro capacità produttiva. Quindi, quelli che abbiamo dovremmo portarli a pieno regime in questa fase di transizione ecologica, perché anche lì, il gas non è eterno. Le famose trivelle nell’Adriatico ci darebbero energia per appena 7 mesi, andremmo a provocare un danno ambientale notevole, in quanto recano danno alla crosta terrestre.
Invece, per quanto riguarda il lavoro, c’è difficoltà: maggiore offerta lavorativa ma meno disponibilità al lavoro. Sul Reddito di Cittadinanza vengono buttate delle “picconate”, è necessario secondo lei questo strumento sociale o lo si può riqualificare?
Lo si può riqualificare o rimodulare meglio. Per com’era stato concepito, il reddito di cittadinanza è rimasto a metà nella sua realizzazione: prevedeva l’attivazione di centri per l’impiego che potessero offrire ai giovani o coloro che lo percepissero di trovare lavoro. Pur essendo partiti questi centri per l’ impiego, non sono mai stati attivati pienamente. C’è stato dell’abuso nell’uso del reddito di cittadinanza. Però, questo tipo di reddito esiste in tutti i Paesi europei e anche lì ha delle ripercussioni negative. Ci sono degli studi scientifici ed economici a riguardo: invoglia i percettori del reddito a non cercare lavoro. Quindi si sapeva già che si avrebbe avuto questo contraccolpo. Ma, non possiamo negare il fatto, che molte famiglie in questo momento di crisi, stiano vivendo grazie al Reddito di Cittadinanza.
Quali possono essere ulteriori strumenti sociali per stare vicino a chi non ce la fa?
Sicuramente il sostegno economico, lo stesso governo Draghi ha emanato dei provvedimenti sociali. È tutto collegato: il costo dell’energia, degli alimenti fanno parte dello stesso portafoglio delle famiglie, bisogna cercare di ragionare a 360 gradi su tutte le criticità del Paese. Il lavoro prima di tutto: le varie forme contrattuali, a tempo determinato, a chiamata, bisognerebbe reinquadrare i lavoratori e ridefinire una politica del lavoro per riportate i lavoratori ad un contratto a tempo indeterminato, magari, attraverso una valutazione di produttività e di rendimento con forme premianti. Bisognerebbe smetterla di disincentivare i giovani a lavorare: per un giovane è più conveniente percepire il reddito di cittadinanza che ottenere 15 euro per una serata in pizzeria facendo il cameriere. È tutto un meccanismo. Ben venga il sostengo alle imprese per l’abbattimento del costo del lavoro, però ben venga che anche i giovani vengano messi nelle condizioni di poter aver la volontà di lavorare.
Si sta evocando lo spettro di una destra reazionaria, cattiva e pericolosa. Dove sta la verità?
Allora, la destra che abbiamo non è più quella moderata che veniva rappresentata da Berlusconi. Non siamo noi, né il PD che parla di questa destra reazionaria ed estrema, sono gli stessi esponenti della destra Meloni e Salvini. Fino a non molto tempo fa, professavano le loro ideologie anti europeiste, filoputiniane contro una serie di provvedimenti. Lo stesso approccio che hanno nei confronti dei giovani, considerati oggetti senza una loro identità psichica, è un atteggiamento che denota una posizione estrema dove non si riesce neanche a considerare il giovane come parte della società. Nel loro programma troviamo il Presidenzialismo, le autonomie differenziate che porterebbe a smembrare il paese Italia.
Cosa ne pensa dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica?
Penso che, se regolata e gestita bene, potrebbe essere un passaggio interessante per l’Italia. Il discorso è capire con quali regole si elegge il Presidente. Se deve essere eletto con una legge elettorale come il Rosatellum, sinceramente non mi sta bene. Invece, se può essere espressione della volontà dei cittadini, non nego che potrebbe essere un buon punto. Anche se, penso che l’Italia non sia pronta per una cosa del genere.
Crede davvero che per battere le destre, basta fare la cosiddetta “ammucchiata”, mettersi tutti insieme anche con idee diverse?
In realtà è la legge elettorale che impone queste coalizioni. Se avessimo una legge elettorale proporzionale ognuno andrebbe con i propri programmi e gli accordi si farebbero dopo. Purtroppo però, con questa legge elettorale, abbiamo il problema dell’uninominale che premia le coalizioni. Nel momento in cui si cerca di fare una coalizione, si cerca di farla in modo tale da avere un minimo di coerenza rispetto ai propri ideali, infatti non avremmo mai fatto un alleanza con Forza Italia o Lega.
Per concludere, un messaggio da lanciare ai suoi elettori.
Ai miei elettori posso dire che non c’è più tempo. Non possiamo più perdere tempo. La giustizia sociale e ambientale sono interconnesse tra di loro. Chiedo agli elettori di dar fiducia a questo progetto di alleanza Verdi-Sinistra, perché è importante che gli ecologisti e la sinistra entrino in Parlamento per guidare le scelte politiche del nuovo governo.








