Tragedia sul lavoro a Nardò: Operaio 70enne muore travolto dai detriti durante lavori edili

Il crollo di conci di tufo in un’abitazione privata ha causato la morte di Silvio Perrone. Sindacati denunciano le inefficienze del sistema di sicurezza e chiedono interventi immediati

Un nuovo dramma sul lavoro si è consumato nella tarda mattinata del 22 novembre 2024 a Nardò, in provincia di Lecce, dove Silvio Perrone, operaio edile di 70 anni, è rimasto vittima di un tragico incidente durante dei lavori in un’abitazione privata. L’uomo, impegnato a spostare materiale da risulta, è stato improvvisamente travolto dal crollo di alcuni conci di tufo che si sono staccati dal prospetto della palazzina.

Nonostante l’immediato intervento del personale sanitario del 118, per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti i Carabinieri, gli agenti del locale Commissariato di Polizia e gli ispettori dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) per effettuare i primi rilievi e avviare le indagini. Anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Gallipoli sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area, gravemente compromessa dal crollo.

Le autorità stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. È il quinto incidente mortale sul lavoro in provincia di Lecce nell’arco di un mese, a testimonianza di un problema che richiede interventi immediati.

La tragica morte di Silvio Perrone ha suscitato la dura reazione delle organizzazioni sindacali, che denunciano l’insufficienza delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro. Fillea Cgil Puglia, attraverso i segretari Ignazio Savino e Luca Toma, ha chiesto l’istituzione di una Procura nazionale sugli incidenti sul lavoro, sottolineando la necessità di garantire tempi certi per le indagini e un accesso alla giustizia rapido e efficace per le famiglie delle vittime.

“Non possiamo continuare a sacrificare vite umane sull’altare della produttività e della fretta,” hanno dichiarato in una nota. “Sotto quel muro di detriti non c’è solo il corpo di un lavoratore che avrebbe dovuto dedicarsi al riposo dopo una vita di sacrifici, ma le inefficienze di un sistema incapace di garantire sicurezza e prevenzione.”

Anche Cisl Lecce e Filca Cisl Lecce hanno espresso il loro cordoglio e ribadito l’urgenza di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. “Non si può continuare a morire sul lavoro, soprattutto in un settore come l’edilizia, che paga il prezzo più alto in termini di vite umane.”

Il tragico episodio si inserisce in un quadro allarmante per il comparto edile in Puglia e in Italia. La mancanza di adeguati controlli, unita a condizioni lavorative insicure, sta alimentando una scia di sangue inaccettabile. Solo negli ultimi tre anni, l’incidenza degli incidenti sul lavoro è aumentata, specialmente nel Sud Italia.

I sindacati hanno annunciato un incontro previsto per il 26 novembre in Prefettura, dove si discuteranno possibili azioni per arginare il fenomeno. Tra le proposte vi è un rafforzamento degli organi ispettivi e un incremento delle sanzioni per chi non rispetta le normative sulla sicurezza.

Sotto il peso di una tragedia che ha colpito non solo una famiglia, ma l’intera comunità di Nardò, la necessità di intervenire con misure efficaci appare più urgente che mai. “La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità per tutti,” concludono i sindacati. “Non possiamo accettare che il lavoro continui a essere un luogo di morte.”

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