Un’altra sconfitta al San Nicola evidenzia limiti strutturali, fragilità difensive e una mentalità che continua a mancare, mentre la classifica si fa sempre più preoccupante
di CHRISTIAN MONTANARO – Fabio Caserta dirà a fine partita che non si permette di giudicare i fischi dei tifosi. Ma non è certo lui che deve giudicare. Semmai essere giudicato. Perché il Bari ha perso ancora e poco conta il calcio spettacolo o i tanti goal di una partita emozionante se poi alla fine il risultato è negativo.
Peccato perché il Bari era partito anche bene con la rete annullata a Pagano, prima di essere freddato al 12′ dal goal di Raimondo. Poi la superba punizione di Verreth al 21′ aveva riportato la partita in equilibrio. Dopo di che, manco a parlarne, le solite amnesie difensive con il Frosinone capace di infierire due volte nel giro di pochi minuti e portarsi sul 3-1 con le reti di Bracaglia e di Ghedjemis. Inutile ai fini del risultato il primo goal biancorosso di Castrovilli.
Un risultato difficile da commentare perché l’impressione è di stare sempre alle solite, con gli avversari che sicuramente varranno per carità (e il Frosinone vale davvero), ma il cui valore è amplificato oltre misura dai difetti di incostanza e di approssimazione di questa contraddittoria squadra.
I dati parlano chiaro e dicono che il Bari è al 15° posto in classifica, anche se c’è una partita da recuperare.
Ora: che il problema non fosse Moreno Longo era evidente già a fine stagione.
Ora: che le colpe non siano tutte di Fabio Caserta è altrettanto evidente.
Ora: che la società abbia ancora una volta commesso errori in sede di calciomercato è ancor più evidente.
E ora che si fa? Questa è la domanda. Cambiare allenatore servirebbe? Secondo noi no. Bisognerebbe cambiare registro, ma per farlo serve una sterzata di mentalità, che è quel che non si vede. Perché si può pure perdere ma incassare tanti goal no, specie in casa, sinora fortino inespugnabile. E non si può nemmeno contare sempre sul povero Cerofolini, che sinora 4-5 punti in più ce li ha regalati con le sue parate.
Siamo il Bari. Forse è questo che sempre più spesso si dimentica.








