Nel Palazzo baronale uno spettacolo tra musica e parole restituisce voce alle sopravvissute, con il sostegno del Comune e della Commissione Pari Opportunità: un atto collettivo di responsabilità per ricordare che nessuna donna deve sentirsi sola
Storie raccontate sottovoce, con delicatezza, ma cariche di tutta la forza che nasce dalla sopravvivenza. È lo spirito di “Mujeres”, lo spettacolo che il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha acceso le luci del Palazzo baronale di Monteroni di Lecce. Un’idea di Enzo Mega, con la regia e i testi di Agnese Perrone, che ha intrecciato musica, teatro e testimonianze in un racconto corale dedicato alle donne che hanno avuto il coraggio di riprendere in mano la propria vita.
L’evento, organizzato dal Comune di Monteroni insieme alla Commissione comunale alle Pari opportunità, ha visto alternarsi sul palco le attrici Vanessa Pareo, Paola Muja, Tonia Mazzotta, Giusy Mega, Sabina De Giorgi, Lucia Vantaggiato, con la partecipazione di Elena Convertino. Le interpreti sono state accompagnate dal canto e dalla chitarra di Agnese Perrone, con audio e luci a cura di Puerock e Nanni Surace. L’ingresso libero ha ribadito la volontà dell’amministrazione di condividere un momento di consapevolezza con tutta la comunità.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco, Mariolina Pizzuto, e della presidente della Commissione Pari Opportunità, Maria Rosaria Manca, alla presenza delle componenti della Commissione. «La violenza contro le donne non è un’emergenza occasionale: è una ferita aperta nella nostra società», ha dichiarato il sindaco, ricordando come la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni nel mondo restino proprio le violenze di genere. «Non possiamo permetterci il silenzio né l’abitudine: il dovere di prevenire e intervenire riguarda tutti».
L’assessora ha rimarcato il ruolo trasformativo dell’arte, capace di toccare corde che spesso le parole non raggiungono: «‘Mujeres’ non è solo uno spettacolo, ma un gesto collettivo di responsabilità. È il nostro modo di dire che a Monteroni le donne non sono sole».
Parole rilanciate dalla presidente della Commissione Pari Opportunità, Maria Rosaria Manca, che ha sottolineato come, nonostante i progressi professionali e culturali delle donne, «siamo ancora lontani da una vera emancipazione dai pregiudizi e dalle imposizioni sociali, spesso perpetrate proprio da chi dovrebbe amarle».
Lo spettacolo ha scelto un palcoscenico essenziale, dove a dominare sono stati i racconti di donne che hanno affrontato abusi, sopraffazioni e paure. Storie narrate in punta di piedi, con un pudore che riflette il segno indelebile lasciato dalla violenza, ma anche la determinazione a ricostruire la propria identità. In un crescendo emotivo, “Mujeres” ha trasformato queste narrazioni in un grido silenzioso ma imponente, capace di raggiungere il pubblico con autenticità e intensità.
Radicato nella memoria di chi ha vissuto la violenza, lo spettacolo parla con linguaggio semplice e diretto, restituendo dignità a voci che per troppo tempo sono rimaste soffocate. Monteroni ha scelto di farle risuonare, trasformando il 25 novembre in un momento di comunità, ascolto e responsabilità condivisa.








