Regionali in Puglia, affluenza in calo. I 4 candidati a Presidente hanno votato

Dagli oltre 3,5 milioni di elettori chiamati alle urne ai primi dati sull’affluenza: una domenica segnata da un calo significativo rispetto al 2020 e dalle dichiarazioni dei quattro candidati alla presidenza della Regione

Le elezioni regionali in Puglia entrano nel vivo con 3.527.187 cittadini chiamati al voto per scegliere il nuovo presidente della Regione e i 50 consiglieri che succederanno all’amministrazione guidata da Michele Emiliano. Le 4.032 sezioni distribuite nelle sei circoscrizioni hanno aperto dalle 7 alle 23 di oggi, mentre domani sarà possibile votare fino alle 15. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.

I primi dati sull’affluenza delineano un quadro in calo rispetto al 2020. Alle ore 12 aveva votato l’8,53% degli aventi diritto (dato riferito a 3.870 sezioni su 4.032), contro il 12,05% della precedente tornata. Il trend negativo è stato confermato anche nel rilevamento delle 19: con 3.802 sezioni scrutinate, l’affluenza si è fermata al 23,67%, rispetto al 27,64% registrato cinque anni fa. Alle ore 23 ha votato il 29,45% degli aventi diritto rispetto al 39,88% della precedente tornata elettorale del 2020.

La provincia con il maggior numero di votanti è quella di Lecce con il 32,15% (nel 2020 il dato era del 41,04%); seguono Bari con il 30,09% (nel 2020 40,92%); Brindisi con il 29,58,% (38,71% nel 2020); Barletta-Andria-Trani con l’28,81% (42,61% nel 2020); Taranto con il 27,90 (38,53% nel 2020); e infine Foggia con il 26,17% (36,54% nel 2020).

In un contesto segnato dalla scarsa partecipazione, hanno votato in mattinata i quattro candidati alla presidenza, che rappresentano l’intero arco della competizione elettorale: Antonio Decaro per il campo progressista, sostenuto da sei liste (PD, M5S, AVS, Per la Puglia, Decaro Presidente, Popolari con Decaro); Luigi Lobuono per il centrodestra, sostenuto da cinque liste (FI, FdI, Lega con Udc e NPSI, Noi Moderati Civici per Lobuono, La Puglia con noi); quindi i due candidati civici, Sabino Mangano (Alleanza Civica per la Puglia) e Ada Donno (Puglia Pacifista e Popolare).

La giornata è stata scandita anche da storie simboliche, come quella di Fedele Del Sonno, 100 anni compiuti lo scorso gennaio, il votante maschio più longevo di Orsara di Puglia, che anche questa volta non ha rinunciato al suo diritto di voto: un gesto che ha richiamato l’importanza della partecipazione democratica.

Dal fronte politico, i candidati hanno lanciato appelli diretti agli elettori per contrastare l’astensionismo. Il candidato del centrodestra, Luigi Lobuono, ha dichiarato: «Oggi e domani sono giorni cruciali per il nostro destino, per il nostro futuro. Votare è il momento in cui decidiamo ed è, quindi, la massima espressione della nostra libertà. Buon voto a tutti. Forza, Puglia».

Sulla stessa linea, il candidato del centrosinistra Antonio Decaro, dopo aver votato a Bari, ha affermato: «Oggi sono felice, è una bella giornata e spero siano tanti i pugliesi che andranno a votare. Perché votare è sempre giusto, lo abbiamo detto tante volte. È un diritto che ci siamo conquistati e la democrazia è bellissima perché ci dà la possibilità di scegliere. Tra oggi e domani possiamo scegliere il nostro futuro».

La candidata della lista Puglia Pacifista e Popolare, Ada Donno, ha votato a Lecce ed è stata sostenuta pubblicamente anche dai movimenti che la appoggiano. La sua presenza alle urne è stata accompagnata da un invito chiaro alla responsabilità civica da parte delle forze che la sostengono.

Infine, il candidato civico Sabino Mangano ha lanciato un messaggio netto dopo aver votato a Bari: «Andate a votare. Dopo sarà tardi per lamentarsi». Un appello diretto, coerente con la sua campagna basata sull’impegno civico e la partecipazione.

Con l’affluenza in netto calo e con una competizione aperta, le prossime ore saranno decisive per comprendere come gli elettori pugliesi avranno risposto a questi appelli. Lo spoglio di lunedì pomeriggio delineerà il nuovo quadro politico regionale, mettendo fine a una campagna elettorale intensa, ma segnata dalla disaffezione al voto.

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