“L’innocenza di Adelaide” di Vincenzo Angiulo, un horror psicologico tra memoria, ombre e segreti sepolti

Un romanzo cupo e inquietante che affonda nelle paure primordiali, seguendo Dante nel suo ritorno alla casa del passato, dove nulla è come sembra e dove le voci che strisciano nel buio conoscono più verità di lui

C’era una volta una casa immersa nel bosco. Una casa immensa, silenziosa, con al centro una torre dominata da un vecchio orologio ormai fermo. Eppure, nelle notti in cui la luna scompare dietro le nuvole, qualcuno giura di sentirne ancora il debole ticchettio, come se il tempo non avesse mai smesso davvero di scorrere.

È da questa immagine che prende vita “L’innocenza di Adelaide”, il romanzo di Vincenzo Angiulo, un horror psicologico che intreccia memoria e terrore, trascinando il lettore nei corridoi di un passato che nessuno vorrebbe ricordare.

Il libro

Dante non ricorda nulla del suo passato.

O, meglio, ricorda solo ciò che lo tormenta. In sogni frantumati e visioni agitate, la sua mente continua a chiamarlo verso quella casa nel bosco, l’unico luogo in cui può trovare le risposte che cerca. Perché lì dentro è accaduto qualcosa. Qualcosa di terribile.

Nelle stanze polverose e nei corridoi avvolti dal buio, Dante percepisce presenze che non ha mai conosciuto ma che sembrano conoscere lui fin troppo bene.

Loro ascoltano. Sbirciano. Strisciano. Ridacchiano con vocine infantili alle sue spalle. E vi osservano quando spegnete la luce, appostati ai piedi del letto, silenziosi come ombre che hanno imparato ad aspettare.

Il romanzo costruisce un intreccio di paura, memoria frammentata e segreti che non vogliono restare sepolti. Attraverso una scrittura tesa e visiva, Vincenzo Angiulo firma un horror in cui la casa diventa un personaggio vivo, custode di una storia che coinvolge molto più di quanto il lettore immagini.

Perché, come ricorda l’autore, non avete idea di quanto siate tutti coinvolti in questa storia.

L’autore

Vincenzo Angiulo, classe 2001, mostra sin da bambino un profondo interesse per stregoneria, fantasmi e fenomeni inspiegabili. A soli dieci anni vive la sua prima esperienza paranormale, un episodio che segnerà la sua sensibilità narrativa e alimenterà una curiosità destinata a non spegnersi.

Scrive il suo primo racconto horror a dodici anni, dando avvio a un percorso creativo che lo porta oggi alla pubblicazione del suo romanzo più maturo e inquietante.

Il suo obiettivo è chiaro: scrivere una nuova storia di fantasmi. Una storia capace di insinuarsi nella mente del lettore e di accompagnarlo anche dopo aver chiuso il libro.

Con “L’innocenza di Adelaide”, Angiulo invita i lettori ad attraversare le soglie oscure della memoria e a lasciarsi guidare dal brivido dell’ignoto. E, come lui stesso afferma, vi augura una buona lettura.

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