Abusi su minore nel Salento: due arresti dei Carabinieri

Indagine delicata nel Leccese: la bambina messa in sicurezza, accertamenti ancora in corso

Una vicenda difficile da raccontare, che arriva dal basso Salento e che impone prudenza, rispetto e silenzio nei toni. I Carabinieri della Stazione di Taviano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce, hanno eseguito due arresti nell’ambito di un’indagine su presunti abusi ai danni di una minore.

Le misure cautelari sono state eseguite nella mattinata del 24 marzo, con il supporto dei militari delle Stazioni di Taurisano, Supersano e della Compagnia di Casarano. L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce.

Indagini riservate e misura cautelare

In carcere sono finiti un uomo di 71 anni e una donna di 53 anni, entrambi residenti nel basso Salento. I due sono indagati, a vario titolo, per violenza sessuale aggravata e pornografia minorile. Non risultano conviventi.

L’indagine, condotta con particolare riservatezza, ha permesso – secondo l’ipotesi accusatoria – di ricostruire fatti che si sarebbero protratti tra agosto 2024 e agosto 2025.

La minore, figlia della donna arrestata, sarebbe stata costretta a subire ripetuti abusi. La stessa donna, sempre secondo quanto emerso, avrebbe avuto un ruolo nelle condotte contestate, contribuendo anche alla documentazione di alcuni episodi.

Bambina in comunità protetta, accertamenti in corso

Durante l’esecuzione delle misure, i Carabinieri hanno sequestrato dispositivi informatici riconducibili agli indagati. Il materiale sarà ora analizzato su disposizione dell’autorità giudiziaria. Potrebbe fornire elementi utili per approfondire ulteriormente l’inchiesta.

Nel frattempo, la bambina è stata allontanata dal contesto familiare ed è stata affidata a una comunità protetta. Un passaggio necessario per garantirle sicurezza e avviare un percorso di sostegno.

I due arrestati si trovano nella casa circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le eventuali responsabilità saranno accertate nel corso del processo.

Resta il peso di una vicenda che tocca corde profonde e che richiama tutti, ancora una volta, alla necessità di proteggere i più fragili. Segnalare, ascoltare, non ignorare: sono gesti che possono fare la differenza.

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