Puglia, Commissioni tra sviluppo e criticità: Ansaldo, ADISU, ARIF, aeroporto di Brindisi, crisi Kima e vertenza Natuzzi

Dalla reindustrializzazione di Gioia del Colle con Ansaldo Energia al nodo ADISU Lecce, passando per ARIF, il collegamento ferroviario Brindisi-aeroporto, la crisi Kima Taranto e la vertenza Natuzzi: sei dossier strategici tra lavoro, infrastrutture e sviluppo

Tre dossier distinti ma strettamente collegati da un filo comune – lavoro, diritti e sviluppo industriale – sono stati al centro dei lavori delle Commissioni consiliari della Regione Puglia: dalla vertenza Ansaldo Energia a Gioia del Colle, alle criticità dell’appalto ADISU di Lecce, fino al futuro occupazionale dell’ARIF.

Ansaldo Energia: opportunità per Gioia del Colle

Nel corso della seduta congiunta delle Commissioni IV e VI, è emersa con chiarezza la prospettiva di rilancio del sito industriale di Gioia del Colle attraverso l’interesse manifestato da Ansaldo Energia.

«Seguiamo da tempo questa vertenza e non possiamo che accogliere positivamente questa soluzione», ha dichiarato la consigliera Maria La Ghezza.

Il risultato, maturato anche al tavolo del Mimit, è stato definito dalla presidente Annagrazia Angolano come «la sintesi di una collaborazione tra istituzioni, sindacati e lavoratori che non hanno mai mollato».

Il piano prevede:

  • Un investimento di circa 50 milioni di euro;
  • La reindustrializzazione del sito, fermo da due anni;
  • La formazione e riqualificazione di circa 120 lavoratori.

«È una opportunità di rilancio per tutto il territorio», ha sottolineato l’assessore Sebastiano Di Sciascio, evidenziando la necessità di seguire passo dopo passo l’intero percorso.

ADISU Lecce: vertenza lavoratori e salario minimo

Sintesi: taglio fino a 400€ al mese dopo il passaggio al CCNL multiservizi, scioperi e presìdi, richiesta di applicare il salario minimo regionale (9€/h).

La VI Commissione ha affrontato la vertenza dell’appalto ADISU di Lecce, con un forte impatto sulle condizioni economiche di addetti a portierato e pulizie.

«La legge sul salario minimo va rispettata», ha ribadito Loredana Capone, chiedendo un tavolo tecnico per soluzioni immediate e per evitare che casi simili si ripetano nei prossimi bandi.

I sindacati hanno evidenziato:

  • Retribuzioni tra 7,76€ e 8,16€ l’ora;
  • Peggioramento rispetto al precedente CCNL turismo;
  • Effetti sociali rilevanti sulle famiglie.

È stata avanzata una proposta di armonizzazione retributiva, finora non accolta dall’azienda.

Le spiegazioni tecniche

Il RUP Domenico Castellaneta ha chiarito che il bando è stato pubblicato in una fase di incertezza normativa e che l’obiettivo era garantire la tenuta occupazionale, evitando contenziosi.

«Abbiamo operato nel rispetto del perimetro normativo per evitare impugnazioni».

Il funzionario ADISU Vito Pagliaruli ha aggiunto che il costo del lavoro è stato calcolato per singola figura professionale e che il salario minimo riguarda la fase esecutiva.

«Non c’è chiusura sul salario minimo, ma serve un quadro normativo che lo consenta».

Il confronto politico

La consigliera Loredana Capone ha ribadito la necessità di applicare pienamente la legge regionale, mentre il consigliere Antonio Tutolo ha evidenziato che le gare devono rispettarla sin dall’origine.

La presidente Angolano ha annunciato un tavolo tecnico di approfondimento.

ARIF: stabilizzazioni graduali e rafforzamento

In II Commissione si è discusso il futuro dell’ARIF, con un quadro chiaro: nessuna stabilizzazione immediata, ma un percorso progressivo.

Previsto un piano triennale:

  • 20 unità nel 2026;
  • 15 nel 2027;
  • 10 nel 2028.

A questo si aggiunge un rafforzamento complessivo con 85 unità tra assunzioni e progressioni interne.

Le posizioni

«Serve serietà: oggi non ci sono le condizioni per stabilizzazioni generalizzate», ha dichiarato Stefano Minerva.

«ARIF svolge funzioni strategiche e va rafforzata», ha aggiunto Ubaldo Pagano.

Giovanni Vurchio ha evidenziato il tema dell’efficienza: «Le risorse investite devono tradursi in servizi concreti».

V Commissione: infrastrutture e crisi industriali

Ai temi già affrontati si aggiungono quelli emersi nel corso dei lavori della V Commissione, che ha concentrato l’attenzione su due dossier strategici: il collegamento ferroviario tra Brindisi stazione e aeroporto e la crisi della società Kima Ambiente Taranto.

Collegamento ferroviario Brindisi – Aeroporto

Avvio fissato al 4 maggio per il collegamento ferroviario tra stazione e Aeroporto del Salento, con l’obiettivo di realizzare un primo tratto entro il 30 giugno 2026 per salvaguardare i fondi PNRR.

«Bene l’avvio dei lavori, ma serve subito un cronoprogramma dettagliato», ha dichiarato Loredana Capone, ribadendo la necessità di monitorare tempi e avanzamento.

Il capogruppo Paolo Pagliaro ha parlato di «passo atteso da anni», chiedendo di procedere «a tamburo battente» per recuperare i ritardi e vigilare sull’impresa appaltatrice.

Per Antonio Scianaro, si tratta di un «progetto strategico» capace di migliorare connettività, turismo e sviluppo economico del territorio.

Più prudente la posizione di Isabella Lettori, che ha richiamato l’attenzione sulle tempistiche complessive: «fine lavori indicata al 2028, ma l’attivazione reale potrebbe slittare al 2029», sottolineando la necessità di applicare penali in caso di ritardi.

Un quadro che conferma l’importanza dell’opera, ma anche l’esigenza di garanzie concrete sui tempi di realizzazione.

Crisi Kima Ambiente Taranto

Altro tema centrale è stato quello della crisi strutturale di Kima Ambiente Taranto, società partecipata del Comune impegnata nella gestione dei rifiuti.

I sindacati hanno rappresentato una situazione critica:

  • Debito accumulato di circa 43 milioni di euro;
  • Squilibrio tra costi e ricavi;
  • Rischio per circa 150 lavoratori.

Tra le proposte avanzate, quella di un revamping degli impianti, con interventi di ammodernamento e riattivazione delle strutture esistenti.

Particolare rilievo assume la richiesta di:

  • Rinnovo e ampliamento dell’autorizzazione del termovalorizzatore;
  • Chiusura del ciclo dei rifiuti;
  • Riduzione dei costi per il Comune.

Le reazioni politiche

A margine dell’audizione, il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini ha parlato di una situazione allarmante, annunciando la richiesta di una nuova audizione urgente con il coinvolgimento del presidente della Regione, del sindaco di Taranto e degli assessori competenti.

«Emerge un quadro di estrema precarietà e confusione gestionale, tecnica e operativa che non può più essere ignorato».

Perrini ha sottolineato come la crisi di Kyma non riguardi solo Taranto ma l’intero sistema regionale dei rifiuti:

«Parliamo di un’azienda cruciale per l’equilibrio regionale. È inaccettabile il clima di incertezza che vivono i lavoratori».

Nel mirino anche il ritardo storico nella chiusura del ciclo dei rifiuti:

«Siamo di fronte al fallimento di vent’anni di politiche regionali e comunali».

Secondo Perrini, la città paga un prezzo elevato:

  • Tari molto elevata;
  • Conferimenti in discarica per oltre 20 milioni di euro annui;
  • Raccolta differenziata ancora insufficiente.

«Serve un piano industriale serio e una volontà politica chiara per chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti in Puglia».

Sulla stessa linea il consigliere regionale di Forza Italia Massimiliano Di Cuia, che ha posto una questione di fondo:

«La Regione vuole chiudere o no il ciclo dei rifiuti in Puglia?».

Di Cuia ha evidenziato la centralità del termovalorizzatore per il rilancio dell’azienda:

«La sua riqualificazione potrebbe rappresentare un elemento strategico per abbattere i costi e garantire stabilità ai lavoratori».

Il consigliere ha inoltre sollecitato una visione chiara da parte della Regione:

«Bisogna capire se si intende continuare con le discariche o puntare su un modello innovativo e sostenibile».

Si inserisce nel dibattito anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianpaolo Vietri, che ha evidenziato come dall’audizione non siano emerse risposte operative.

«A fronte di un’unità d’intenti sul piano delle dichiarazioni, non sono state ancora delineate azioni concrete. La situazione richiede interventi immediati».

Vietri ha richiamato la necessità di intervenire sugli asset strategici dell’azienda:

«È indispensabile procedere con una ristrutturazione degli impianti, strettamente legata alle scelte del Piano regionale dei rifiuti».

Secondo il consigliere, il nodo resta politico e programmatico:

«Ad oggi non ci sono indicazioni chiare sugli indirizzi regionali, lasciando i lavoratori in una condizione di forte incertezza».

Vietri ha inoltre sottolineato i dati critici dell’azienda:

  • Bilancio in passivo;
  • Debito di circa 40 milioni di euro;
  • Assenza di contratto di servizio;
  • Mancanza di un piano industriale.

«Serve agire subito per rilanciare gli impianti, garantire continuità operativa e dare prospettive ai lavoratori. La città attende risposte concrete».

I prossimi passaggi

La Commissione ha deciso di aggiornare i lavori, coinvolgendo nella prossima seduta:

  • Regione Puglia;
  • Comune di Taranto;
  • Tecnici e assessorato all’Ambiente.

L’obiettivo è quello di definire un percorso strutturale che consenta di superare la crisi e garantire sostenibilità economica e occupazionale.

Vertenza Natuzzi: fino a 900 posti di lavoro a rischio

Si inserisce nel quadro delle criticità industriali anche la vertenza Natuzzi, sollevata in Consiglio regionale dal vicepresidente Renato Perrini, che ha richiesto una audizione urgente in Commissione Lavoro.

«A rischio ci sono fino a 900 posti di lavoro tra Puglia e Basilicata», ha dichiarato Perrini, evidenziando le possibili ricadute del nuovo piano industriale del gruppo.

Secondo quanto riportato dai sindacati, il piano potrebbe comportare:

  • Chiusura di stabilimenti strategici;
  • Cessione di siti produttivi;
  • Delocalizzazione di attività;
  • Un esubero stimato tra 700 e 900 lavoratori.

«Siamo di fronte a uno scenario che rischia di compromettere l’intera filiera del mobile imbottito», ha sottolineato il consigliere, richiamando il peso storico del settore per l’economia del territorio.

Tra gli obiettivi dell’audizione:

  • Acquisire elementi diretti sulla situazione aziendale;
  • Verificare l’utilizzo delle risorse pubbliche ricevute nel tempo;
  • Riaprire un confronto istituzionale con il management.

«Chiediamo risposte chiare e soluzioni condivise: le istituzioni devono salvaguardare il lavoro e il futuro di centinaia di famiglie».

La vertenza Natuzzi si aggiunge così agli altri dossier aperti, confermando un quadro regionale in cui il tema del lavoro resta centrale e urgente.

Tre Commissioni, un’unica linea politica

Dai lavori congiunti delle Commissioni emerge una strategia complessiva:

  • Rilancio industriale e occupazionale (Ansaldo Gioia del Colle);
  • Tutela dei lavoratori negli appalti pubblici (ADISU Lecce);
  • Rafforzamento degli enti regionali (ARIF);
  • Sviluppo infrastrutturale strategico (Brindisi aeroporto);
  • Gestione delle crisi aziendali (Kima Taranto).

Un quadro che restituisce la complessità delle sfide in corso, ma anche la necessità di un approccio integrato tra sviluppo economico, diritti e sostenibilità.

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