Taranto, eolico offshore: interviene Gianluca Semitaio (Fit Cisl)

Nella sua precisa trattazione Semitaio cita un ultimo articolo pubblicato sul sito di Ship Mag il 18 luglio u.s., dove si apprende che la Vard, controllata da Fincantieri, ha un contratto per due nuove navi per l’eolico offshore

Il Segretario Generale del FIT CISL di Taranto Gianluca Semitaio cerca di fare il punto in merito a quanto sta accadendo sul territorio ionico alla luce degli scenari italiani e mondiali in merito alla transizione energetica, apprendendo favorevolmente dai vari articoli, che si succedono con cadenza quasi giornaliera, dell’attenzione che il porto di Taranto sta ricevendo relativamente all’eolico marino.

Basti pensare alle ultime dichiarazioni del Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio l’Avv. Giovanni Gugliotti, rilasciate nell’ambito del 3° summit nazionale promosso da ANEV, intitolato «Mai partiti, ma pronti a ripartire. Il tempo dell’eolico offshore in Italia è ora», in corso a Roma presso la sede del GSE, il quale afferma che «Taranto è pronta a diventare un polo strategico per l’eolico offshore».

«Al fine di poter comprendere, quindi, il futuro del nostro territorio ionico e della direzione che lo stesso potrebbe prendere a breve, converrebbe avere a disposizione un panorama più completo; per tanto, continua il Segretario di Taranto FIT-CISL, occorre fare una piccola regressione ed interpretare alcuni articoli pubblicati sul web del 2023 e poi nel 2025 che chiariscono meglio la mia personale idea che vado ad esplicitare. Cerco di spiegarmi meglio: nel 2023, sulla pagina web https://www.rinnovabili.it/mercato/le-aziende-informano/eolico-offshore-galleggiante-ricadute-industriali-italia/, apprendo che l’eolico offshore galleggiante può dare un grosso contributo al processo di decarbonizzazione del Paese con ottime ricadute con questa tecnologia sull’economia italiana e sulle filiere locali. Tale obiettivo è stato fissato dalla Floating Offshore Wind Community, progetto creato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con i partner Renantis, BlueFloat Energy, Fincantieri ed Acciaierie d’Italia. Dopo aver letto l’articolo ed aver visto i partner da tarantino, ho immaginato che questo processo potesse portare la decarbonizzazione di Acciaierie d’Italia con un percorso di ambientalizzazione attraverso le nuove fonti energetiche senza nessun aggravio per il territorio ionico – aspetti oggi di massimo rilievo e di recente trattazione a livello sociale – e, nel frattempo, continua il Segretario, sul The Medi Telegraph ad aprile 2025 viene riportato che Trump comunica, congiuntamente al presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che gli USA investiranno sulla ZES unica del Sud in cambio del sostegno italiano alla cantieristica USA da parte della migliore nel campo della cantieristica in Italia e nel mondo, cioè la Fincantieri, già presente negli USA nel cantiere di Marinette nel Wisconsin dove vengono costruite le fregate Constellation della Marina Statunitense.

Nella sua precisa trattazione Semitaio cita un ultimo articolo pubblicato sul sito di Ship Mag il 18 luglio u.s., dove si apprende che la Vard, controllata da Fincantieri, ha un contratto per due nuove navi per l’eolico offshore, quindi con un know how non solo per la realizzazione delle classiche navi ma anche di scafi ottimizzati per il minimo consumo di carburante e la massima operatività, dotati di sistema di propulsione ibrido a batteria.

Quanto finora descritto, pertanto, ci riporta al così tanto atteso Decreto Energia che recita all’art. 1 c.2: «Le aree sono destinate alla realizzazione di infrastrutture idonee a garantire lo sviluppo degli investimenti del settore della cantieristica navale per la produzione, l’assemblaggio e il varo di piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare.» — quindi tali attività saranno svolte nei porti di Augusta e Taranto e per quest’ultima le aree a terra sono quelle del Molo Polisettoriale.

Concludendo mi sento di dire che, mettendo a sistema le informazioni che ho sinteticamente riportato, si deducono alcuni capisaldi del ragionamento che mi riportano a confermare quanto dichiarato già dal Commissario Straordinario dell’AdSPMI Gugliotti: «Taranto è pronta a diventare un polo strategico per l’eolico offshore», visto l’importanza che ricopre a livello nazionale ed internazionale, spero aggiungo io con l’aiuto dell’eccellenza italiana nella cantieristica navale, cioè Fincantieri – considerando che è tra i fornitori primari della Marina americana. La stessa ha già manifestato il suo interesse per la nostra città, ma sicuramente avrà necessità del supporto a tutti i livelli, sia della politica che dei vari stakeholders, per chiudere questa partita.»

Questa nuova veste del porto di Taranto darà una svolta da un punto di vista occupazionale al territorio così martoriato, considerando che da più di 12 anni la FIT-CISL di Taranto è accanto ai lavoratori portuali che ancora oggi vivono una situazione critica con i continui rinnovi ciclici dell’IMA e l’incertezza ogni anno della sua proroga. Questa Segreteria Provinciale, consapevole del fatto che i citati lavoratori, ormai da troppo tempo lontani dal mondo del lavoro, necessitano di formazione per poter rientrare a pieno titolo nel mondo del lavoro, è presente nella cabina di pilotaggio regionale seguendo da vicino la formazione regionale per la riqualificazione professionale, con l’avvio dei corsi presumibilmente previsti da settembre, al fine di far trovare pronti i 330 ex dipendenti TCT all’arrivo di questo nuovo innovativo progetto nel comparto della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare ma anche pronti per il rientro nel mondo del lavoro portuale.

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