Sequestrati crediti d’imposta, immobili e beni di lusso. Al centro della rete una società di Barletta
di RICCARDO DI MATTEO – Un’importante operazione contro la frode fiscale è stata portata a termine dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, con il sequestro preventivo di beni e crediti per un valore complessivo di oltre 52 milioni di euro. L’indagine ha coinvolto 14 persone, accusate di aver falsificato crediti d’imposta relativi ai “Bonus Facciate”, “Bonus Ristrutturazione” e “Sismabonus”, per indebitamente percepire fondi pubblici.
L’operazione ha preso avvio da una segnalazione del Nucleo Speciale Tutela Entrate e della Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate, che ha permesso di scoprire un sistema di frode altamente organizzato. Al centro, una società con sede a Barletta, evasore totale, che avrebbe acquistato crediti fiscali falsi relativi a lavori edili mai eseguiti.
I crediti venivano poi ceduti a una catena di altre società su tutto il territorio nazionale, molte delle quali appena costituite o anch’esse inadempienti dal punto di vista fiscale. L’indagine ha evidenziato come tali crediti fossero generati tramite documentazione completamente falsa, con riferimenti a immobili inesistenti e interventi mai effettuati.
Tra i beni sequestrati figurano oltre 15 milioni di euro in crediti d’imposta ancora presenti nei conti fiscali degli indagati, immobili, veicoli di lusso, quote societarie e altri beni di valore. L’operazione ha coinvolto diverse città, tra cui Milano, Molfetta e Cerignola, dimostrando la vasta portata della frode.
Questa operazione sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare le frodi fiscali, che rappresentano un grave danno per lo Stato e per la collettività. I crediti fiscali sono strumenti pensati per favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare e la prevenzione dei rischi sismici, ma vengono talvolta sfruttati in maniera fraudolenta da chi cerca di arricchirsi indebitamente.
Si precisa che il procedimento penale è ancora nella fase preliminare e che, in linea con il principio di presunzione d’innocenza, le responsabilità degli indagati saranno accertate solo al termine del processo.
La Guardia di Finanza conferma così il proprio ruolo chiave nella tutela delle risorse pubbliche, ribadendo l’importanza di controlli serrati per garantire una gestione corretta e trasparente dei fondi statali.








