Calimera, trovata in mare l’auto di Najoua Minniti: si rafforza l’ipotesi dell’omicidio-suicidio

La Lancia Y giace capovolta a quattro metri di profondità a Roca Vecchia. Proseguono le indagini su madre e figlio: le autopsie potrebbero chiarire la dinamica della tragedia che ha scosso il Salento

«La macchina è sul fondale a quattro metri di profondità. Distrutta e senza targhe». Con queste parole, riprese in un video, il sub Cristiano Martina ha descritto il momento in cui ha individuato la Lancia Y grigia appartenuta a Najoua Minniti, la 35enne ritrovata morta in mare martedì scorso a Torre Sant’Andrea, poche ore prima del ritrovamento del corpo del figlio, Elia Perrone, 9 anni, nella loro abitazione di Calimera.

L’auto è stata segnalata dallo stesso sub e successivamente individuata dai carabinieri nello specchio d’acqua di Roca Vecchia, lungo la costa adriatica. Il recupero non è ancora stato possibile a causa del mare mosso: le operazioni sono previste tra oggi e domani, con il supporto dei sommozzatori dell’Arma.

Nel frattempo, il legale del padre del piccolo Elia, avvocato Mario Fazzini, ha precisato la posizione giudiziaria del suo assistito, Fabio Perrone, ex compagno di Minniti.

«Fabio Perrone ha solo una condanna in primo grado per lesioni, da discutere in appello, mentre per i maltrattamenti in famiglia è stato assolto» spiega il penalista, chiarendo che l’episodio risale al novembre 2023. «L’imputazione per maltrattamenti, aggravata dalla presenza del minore, è stata dichiarata insussistente. La condanna a sei mesi riguarda una contestazione per lesioni, ma abbiamo già presentato appello».

Perrone, fa sapere il suo avvocato, conferirà in giornata l’incarico al medico legale Roberto Vaglio per assistere all’autopsia sul corpo del figlio, affidata dalla Procura al dottor Alberto Tortorella.

Una tragedia che prende forma: madre e figlio morti in poche ore

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la tragedia si sarebbe consumata tra la notte e la mattina di martedì scorso: Alle 3.30 una telecamera avrebbe ripreso Najoua Minniti lasciare la casa di Calimera alla guida della Lancia Y; poche ore dopo, il corpo della donna è stato individuato in mare, al largo di Torre Sant’Andrea; nella loro abitazione, i carabinieri hanno trovato il piccolo Elia senza vita, probabilmente morto nel sonno.

L’ipotesi più accreditata resta quella dell’omicidio-suicidio, alimentata anche dal ritrovamento dell’auto e dal quadro di forte fragilità emotiva in cui la donna versava da tempo. Le tensioni con l’ex compagno per la gestione dell’affidamento condiviso del bambino erano frequenti, secondo quanto emerso dagli accertamenti.

Sarà l’esame del medico legale Tortorella a stabilire con certezza come è morto il piccolo Elia (non è escluso il soffocamento), quando è avvenuto il decesso, se la madre presentasse lesioni compatibili con una caduta accidentale, un gesto volontario o con una eventuale dinamica diversa.

Anche il recupero dell’auto potrà fornire elementi utili: tracce sul veicolo, condizioni dell’abitacolo, eventuali segni di manovre improvvise o malfunzionamenti.

La tragedia ha colpito profondamente la comunità di Calimera e l’intero Salento. Le indagini della Procura di Lecce procedono con un fascicolo per omicidio volontario e istigazione al suicidio, aperto per ricostruire ogni dettaglio e non lasciare zone d’ombra.

Il cerchio potrebbe chiudersi nelle prossime ore, con l’esito delle autopsie e il recupero dell’auto: due tasselli fondamentali per capire ciò che è accaduto davvero in quella notte che ha spezzato due vite e sconvolto un’intera comunità.

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