Il sindaco Vito Leccese interviene sottolineando l’importanza dell’autonomia della magistratura, mentre l’Anm alza la Costituzione al cielo per difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Coccarde tricolore sulle toghe e appelli al dialogo con il Governo segnano la cerimonia
Si è tenuta questa mattina, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di piazza Enrico De Nicola, la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. L’evento è stato caratterizzato da momenti di forte simbolismo e da una vibrante protesta dei magistrati del distretto della Corte d’Appello di Bari contro la riforma della giustizia proposta dal Governo.
I magistrati, indossando coccarde tricolore sulle toghe, hanno alzato al cielo la Costituzione italiana durante l’esecuzione dell’inno nazionale, mostrando anche cartelli con una celebre frase di Pietro Calamandrei: «Questa non è una carta morta, è un testamento di centomila morti. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, lì è nata la Costituzione».

Il discorso del sindaco di Bari, Vito Leccese
Tra gli interventi istituzionali, spicca quello del sindaco di Bari, Vito Leccese, alla sua prima inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel suo discorso, Leccese ha voluto ringraziare magistrati e operatori della giustizia per il lavoro svolto quotidianamente e ha ribadito l’importanza di garantire autonomia e indipendenza alla magistratura:
«La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge. Queste frasi, semplici e chiare, rappresentano i principi costituzionali che guidano la nostra democrazia e che dobbiamo continuare a difendere con forza».
Il sindaco ha anche ricordato il progresso compiuto verso la realizzazione del Parco della Giustizia, una delle opere più significative per il futuro della città. I lavori, finanziati con 405 milioni di euro, rappresentano un passo fondamentale per dotare la magistratura di strutture adeguate.
Le critiche dell’Anm
La cerimonia ha visto anche un momento di confronto acceso sul tema della riforma della giustizia. Giovanni Casciaro, segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), ha espresso forti critiche al disegno di riforma: «Questa riforma intacca l’equilibrio tra i poteri dello Stato e riduce il controllo di legalità, aumentando il rischio di influenze politiche sull’operato dei pm. Il vero obiettivo sembra essere quello di ridimensionare le indagini sgradite alla politica».
Anche Antonella Cafagna, presidente della giunta esecutiva dell’Anm di Bari, ha lanciato un appello al Governo affinché ci sia un confronto costruttivo sul tema: «Chiediamo di essere ascoltati per evitare che questa riforma comprometta le garanzie dei cittadini».
Un monito per il futuro
L’inaugurazione dell’anno giudiziario a Bari ha rappresentato un’occasione per riflettere sull’importanza della magistratura come pilastro della democrazia e sulla necessità di preservarne l’indipendenza. Mentre la cerimonia si concludeva, l’aula magna risuonava delle parole di Calamandrei, a monito e ispirazione per i presenti: una giustizia equa è il fondamento della libertà di tutti i cittadini.








