Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia, scontro in Consiglio regionale: sospensione del tributo 630 al centro del dibattito

Seduta monotematica a Bari con duri interventi dalle opposizioni: da Mazzotta (FI) a Conserva (Lega), richiesta la sospensione immediata del tributo. L’assessore Pentassuglia porterà le istanze degli agricoltori nell’incontro con il Governo

Si è tenuta la seduta straordinaria monotematica del Consiglio regionale pugliese sul Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia, convocata su richiesta dei consiglieri di centro-destra Paolo Pagliaro, Antonio Scalera, Tommaso Scatigna, Renato Perrini, Antonio Gabellone, Tonia Spina, Luigi Caroli, Joseph Splendido, Giannicola De Leonardis, Paride Mazzotta, Fabio Romito, Francesco La Notte, Massimiliano Di Cuia, Paolo Dell’Erba, Giacomo Conserva e Gianni De Blasi.

L’obiettivo dell’incontro era fare chiarezza sulle criticità gestionali e definire la futura governance del Consorzio unico, che ha inglobato i quattro consorzi precedenti (Stornara e Tara, Arneo, Ugento Li Foggi, Terre d’Apulia). In apertura, la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone ha letto una nota ricevuta dall’Anac, nella quale il presidente Giuseppe Busia ha apprezzato il lavoro svolto dalla Commissione regionale contro la criminalità organizzata, presieduta da Renato Perrini.

Nel dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri di opposizione, criticando aspramente la gestione attuale del Consorzio. Paride Mazzotta, capogruppo di Forza Italia, ha sottolineato: «La situazione è gravissima, con 200 milioni di debiti e oltre 2.000 ricorsi nel 2024 contro il tributo 630. Serve un impegno forte della Regione per risolvere definitivamente questa situazione di disagio per il mondo agricolo».

Anche Giacomo Conserva, capogruppo della Lega, ha evidenziato: «Il centrosinistra ha fallito completamente nella gestione dei consorzi di bonifica. La contribuzione richiesta agli agricoltori è giudicata iniqua anche dalla Corte Costituzionale. Senza piani di bonifica e di classifica non è legittimo chiedere contributi agli agricoltori».

Paolo Pagliaro (La Puglia Domani) ha parlato di «cattiva gestione commissariale» del Consorzio, sottolineando il conflitto di interessi del commissario Francesco Ferraro e la gravità del deficit di personale tecnico. Antonio Scalera (La Puglia Domani) ha insistito sulla necessità urgente di sospendere il tributo 630 e annullare le procedure di riscossione coatte fino alla realizzazione effettiva degli interventi previsti.

Fabio Romito (Lega) ha chiesto un «anno zero» per ripartire, puntando sull’innovazione tecnologica e infrastrutturale: «Bisogna guardare avanti e investire su tecnologie moderne, come gli impianti di dissalazione, abbandonando pregiudizi politici».

Cristian Casili (M5S) ha annunciato una mozione per sospendere il tributo fino all’approvazione del Piano Generale di Bonifica e ha chiesto una «ricognizione puntuale delle opere svolte dal Consorzio per ristabilire un rapporto di fiducia con i cittadini».

Renato Perrini (FdI) ha auspicato un approccio collaborativo con il governo nazionale: «Serve una collaborazione seria con il Governo Meloni per risolvere concretamente il problema».

L’assessore regionale all’agricoltura Donato Pentassuglia, pur sottolineando che la decisione sulla sospensione del tributo non è di sua competenza, si è impegnato a portare la questione nell’incontro previsto a Roma con il governo centrale, al fine di trovare una soluzione condivisa.

Il dibattito si è concluso con la promessa di approfondire ulteriormente il tema nelle commissioni competenti, per trovare soluzioni operative e immediate in risposta alle istanze degli agricoltori pugliesi.

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