Tra prestazioni impalpabili, scelte discutibili e una squadra senza reazione, il Bari affonda e la salvezza appare sempre più lontana, più legata agli errori altrui che a meriti propri
di CHRISTIAN MONTANARO – A questo punto retrocedere forse sarebbe il minore dei mali. Per fare le pulizie di primavera generali. Insomma, gli aggettivi sono finiti. Veniamo al sodo: ma come si può pensare di salvarsi così? Se dovesse capitare sarà per la benevolenza degli avversari e non certamente per meriti propri.
Che brutto Bari e che brutto campionato. Anche contro l’Avellino una sconfitta che senza Cerofolini in porta sarebbe potuta essere anche più rotonda. Reazioni meno di zero.
Se poi ci si mette anche Longo a sostituire Moncini e Rao il discorso si allarga in peggio. E ci si ritrova ancora a commentare una gara impalpabile e priva di ogni qualità, in cui ci si chiede ancora una volta come mai ci si è ridotti cosi.








