Aggressione choc in ospedale: un neurologo ferito a un occhio dal marito di una paziente. L’autore della violenza arrestato dalla Polizia
Ancora violenza contro il personale sanitario in Puglia. Questa volta è accaduto nel reparto di Neurologia del Policlinico di Bari, dove un medico è stato colpito con un pugno al volto durante il turno di servizio. L’aggressione sarebbe avvenuta nella giornata di sabato 23 maggio, davanti ad altri operatori sanitari e pazienti presenti nel reparto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il marito di una paziente avrebbe perso il controllo dopo alcune spiegazioni fornite dai medici riguardo alle procedure di ricovero. Prima gli insulti rivolti a una dottoressa di guardia, poi il gesto violento contro un neurologo intervenuto per difendere la collega.
Il medico colpito ha riportato un trauma all’occhio sinistro, con lesioni alla cornea e alla retina. Una ferita seria, che ha richiesto cure immediate e ulteriori accertamenti specialistici.
L’uomo, incensurato, è stato bloccato dagli agenti della Polizia intervenuti rapidamente nel reparto. Successivamente è stato arrestato in flagranza con l’accusa di lesioni ai danni di personale sanitario. Ora si trova agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
Cresce la paura negli ospedali pugliesi
L’episodio riaccende i riflettori su una situazione sempre più preoccupante negli ospedali italiani. Medici, infermieri e operatori sanitari continuano infatti a lavorare sotto pressione, spesso esposti a tensioni, minacce e aggressioni.
Nel caso avvenuto a Bari, i sanitari avrebbero semplicemente chiarito ai familiari della paziente che eventuali ricoveri vengono disposti dal Pronto soccorso dopo una valutazione clinica. Una spiegazione tecnica che, però, avrebbe provocato la reazione furiosa dei parenti.
Chi lavora in corsia affronta ogni giorno emergenze, carenza di personale e turni pesanti. Per questo motivo episodi del genere lasciano ferite profonde non soltanto fisiche, ma anche umane e psicologiche.
Sempre più spesso i medici chiedono maggiore tutela, presenza delle forze dell’ordine e strumenti concreti per garantire sicurezza all’interno delle strutture sanitarie.
Solidarietà al personale sanitario aggredito
«Si apprende che oggi 25 maggio è atteso davanti al giudice per la convalida dell’arresto e il processo per direttissima».
Intanto quanto accaduto nel reparto di Neurologia del Policlinico di Bari ha acceso un’ondata di reazioni nel mondo sanitario e istituzionale. Il direttore generale Antonio Sanguedolce ha definito l’episodio «grave e inaccettabile», esprimendo piena vicinanza ai medici coinvolti e garantendo supporto legale al personale aggredito.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha parlato di aggressioni «non più tollerabili» nei confronti di chi lavora ogni giorno negli ospedali italiani. Parole dure, arrivate mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza del personale sanitario.
Tra gli interventi delle ultime ore anche quello del consigliere del Partito Democratico Ruggiero Boccino, che ha espresso vicinanza ai medici coinvolti nell’aggressione.
«Sono amareggiato per quanto accaduto ieri sera al Policlinico di Bari, esprimo piena solidarietà al medico vittima dell’atto di violenza», si legge nella nota diffusa dal consigliere dem.
«Sono dalla parte dei medici e degli operatori della sanità che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini e offrono un servizio essenziale per tutti, ai quali va la mia vicinanza. Assistiamo altresì, negli ultimi periodi, a una crescita esponenziale di atti di violenza nei confronti di operatori sanitari».
Boccino ha definito questi episodi «inconcepibili e senza alcuna giustificazione», ribadendo fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
«Va adottata ogni forma di tutela nei confronti di chi preserva la nostra salute col proprio lavoro, spesso non adeguatamente retribuito e soprattutto non sempre in condizioni di sicurezza», conclude il consigliere del PD.
L’episodio riporta ancora una volta al centro il problema della violenza negli ospedali pugliesi. Medici e infermieri continuano infatti a lavorare in contesti sempre più delicati, spesso sotto forte pressione emotiva e con crescente paura di diventare bersaglio di aggressioni verbali o fisiche.
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