Emergenza abitativa tra sfratti e disagio sociale: Sicet Cisl chiede un cambio di passo

Il sindacato denuncia criticità diffuse tra Taranto e Brindisi e invoca politiche strutturali sul diritto alla casa

L’emergenza abitativa continua a rappresentare una delle criticità sociali più complesse e diffuse anche nel territorio tra Taranto e Brindisi. A rilanciare l’allarme è il Sicet Cisl. Il Sicet torna a chiedere un cambio di prospettiva nella gestione del disagio abitativo, spostando l’attenzione dall’assistenzialismo alla programmazione strutturale.

Secondo il sindacato, il tema degli sfratti, delle morosità incolpevoli e delle condizioni abitative degradate non può più essere affrontato solo attraverso interventi emergenziali. Al contrario, servirebbe una governance condivisa tra Comuni e parti sociali, capace di leggere e prevenire situazioni sempre più frequenti di fragilità sociale.

Il segretario generale del Sicet Cisl Taranto-Brindisi, Massimo Caliandro, sottolinea come sul territorio si registrino quotidianamente casi di famiglie sotto sfratto, alloggi non adeguati e situazioni di grave disagio abitativo.

Sfratti e fragilità sociali: il nodo dell’emergenza abitativa

Il sindacato evidenzia come il problema casa non possa essere ridotto alla sola gestione dei Servizi sociali, ma debba diventare una vera e propria politica di welfare abitativo.

In molti casi si tratta di situazioni familiari estremamente delicate, che coinvolgono persone in condizioni di fragilità economica o sanitaria. Il riferimento va a sfratti per morosità incolpevole, contratti in scadenza e difficoltà crescenti nel mercato degli affitti.

Proprio per questo, il Sicet Cisl invita i Comuni a rafforzare gli uffici casa e a costruire strumenti stabili per la gestione dell’emergenza abitativa, evitando soluzioni frammentarie e temporanee.

Verso un patto sociale per il diritto all’abitare

Nel documento sindacale si propone l’avvio di un vero e proprio patto sociale territoriale sul diritto alla casa. L’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere istituzioni, sindacati e operatori del settore in una strategia condivisa sull’housing sociale.

Tra le proposte indicate ci sono la trasformazione dei contratti di locazione in soluzioni più sostenibili, il sostegno alle famiglie in difficoltà e il contrasto al mercato irregolare degli affitti. Il sindacato richiama anche la necessità di intervenire sul patrimonio edilizio pubblico, sulla rigenerazione urbana e sulla vivibilità dei quartieri periferici.

In questo quadro, viene ribadito come le politiche nazionali non possano scaricare interamente la gestione degli sfratti sui Comuni. Il Sicet Cisl conclude sottolineando la necessità di una nuova visione del diritto all’abitare. Deve essere capace di coniugare inclusione sociale, sostenibilità e coesione territoriale, affinché nessuno venga lasciato indietro.

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