«Il collocamento mirato per i disabili, infatti, non deve rappresentare solo un obbligo ma deve diventare una opportunità: si parla infatti di lavoro ma anche di inclusione sociale nel suo significato autentico» dichiara Parchitelli
Nota della consigliera e presidente della VI Commissione regionale, Lucia Parchitelli.
«Su richiesta del Garante dei Disabili della Regione Puglia Antonio Giampietro, in VI Commissione abbiamo discusso delle liste di collocamento mirato e dei dati attinenti alla condizione lavorativa delle persone con disabilità nella nostra Regione.
Da parte del direttore generale ARPAL Puglia Gianluca Budano è stato evidenziato che sono oltre 100mila i cittadini pugliesi diversamente abili iscritti nelle liste di collocamento obbligatorio e 5mila quelli nelle categorie protette (tra questi le vittime del dovere e le vittime di femminicidio); a fronte di questi numeri ci sono però ‘scoperture’ pari a 1000 unità lavorative, ovvero posizioni aperte e non coperte nelle pubbliche amministrazioni e negli enti privati. Se da un lato è in atto una evoluzione culturale della comunità sui temi della disabilità, dall’altro è aperta una questione relativa alla disponibilità di posti che però non vengono occupati.
Con la seduta di Commissione abbiamo inteso dare avvio a un piano di lavoro serio e incisivo su un tema che merita attenzione e impegno politico. Il collocamento mirato per i disabili, infatti, non deve rappresentare solo un obbligo ma deve diventare una opportunità: si parla infatti di lavoro ma anche di inclusione sociale nel suo significato autentico. L’ARPAL e i Centri per l’Impiego potranno dare un importante contributo non solo per la possibilità di fornire dati, in base ai quali avviare riflessioni e studi, ma anche per la possibilità di incrociare domanda e offerta per le persone con disabilità.
Come VI Commissione ci siamo riaggiornati alle prossime settimane quando l’Assessorato al Lavoro della Puglia presenterà il proprio Piano del Lavoro per la disabilità, e tra gli intendimenti c’è anche l’istituzione di una ‘Giornata per il lavoro dei disabili’ nella quale verificare gli obiettivi raggiunti e gli aspetti sui quali lavorare in tema di collocamento mirato. È necessario un cambio di passo perché si parli di vera inclusione lavorativa per le persone con disabilità.»








