Locorotondo: Aggredito carabiniere che tentava di sedare una rissa

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affermato come sia «Inaccettabile il senso di impunità che consente a dei delinquenti di picchiare un carabiniere che sta facendo il proprio lavoro, rappresentando lo Stato. Lo stesso senso di impunità che consente loro di filmare e pubblicare la loro sfacciataggine»

Momenti di paura a Locorotondo, in Provincia di Bari, dove, la sera del 23 agosto, si è verificata l’aggressione a un carabiniere, che era intervenuto per cercare di sedare una rissa. Il video dell’accaduto è subito diventato virale, dopo essere stato pubblicato sui social.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha affermato come sia «Inaccettabile il senso di impunità che consente a dei delinquenti di picchiare un carabiniere che sta facendo il proprio lavoro, rappresentando lo Stato. Lo stesso senso di impunità che consente loro di filmare e pubblicare la loro sfacciataggine».

Ha proseguito «Non è il singolo a essere stato maltrattato, non è un esponente delle forze di polizia, è la Stato stesso ad essere offeso. Di fronte ad atti così, occorre rispondere con fermezza, occorre dare l’esempio in modo tale che non accada più, applicando la legge con durezza».

PD Regionale «Solidarietà al carabiniere aggredito a Locorotondo e sostegno all’Arma»

Dichiarazione di Paolo Campo, presidente del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. «A nome del gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale esprimo solidarietà al Carabiniere in forza a Locorotondo vittima della violenta aggressione e pieno e incondizionato sostegno all’Arma, che con grande impegno e abnegazione garantisce la sicurezza delle nostre comunità».

Prosegue «Il mio auspicio è che il già noto autore del gravissimo episodio sia presto messo nelle condizioni di non continuare a nuocere alla comunità del centro in provincia di Bari, applicando nei suoi confronti la giusta e legittima severità».

Conclude «Il fatto che l’aggressione sia stata ripresa e pubblicata sui social da alcune persone che vi hanno assistito ci deve indurre anche a riflettere su questa sorta di voyeurismo della violenza, spesso all’origine di pericolose e inaccettabili emulazioni».

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