Sopravvivere al fine ferie, la sfida di settembre

Il ritorno in città e alle attività quotidiane può provocare tristezza e difficoltà di adattamento

di PAMELA PANCOSTA – L’estate sta finendo, il rimando alla deliziosa hit del 1985 dei Righeira è doveroso, ma questa soprattutto è una constatazione di fatto che arriva puntuale ogni fine agosto.

Stagione segnata dal caldo torrido, ormai agli sgoccioli, con un numero impressionante di incendi in Salento e in generale in Puglia e nelle regioni meridionali. Disastri annunciati, catastrofi che impoveriscono il paesaggio già dilaniato da batteri golosi di olive e incuria dei campi lasciati seccare e degradare di giorno in giorno.

E siamo fortunati da queste parti perché non costretti a subire il razionamento dell’acqua che anzi, tendiamo a sprecare in modo sconcertante.

In giro per il Paese le città prendono lentamente a riempirsi di persone, con quella flemma di chi dopo un lungo sonnellino non ha proprio voglia di scendere dal letto. 

Tra poco più di due settimane riapriranno le scuole: nuovi libri da comprare, diari, quaderni, matite e penne. Nei supermercati cominciano ad apparire box colmi di materiale di cartoleria di ogni colore, dimensione, copertine luccicanti carichi di fogli pronti per essere scarabocchiati e mangiucchiati, tra appunti presi con attenzione e pagine piegate male che disturberanno parecchio.

Riprendono le corse regolari o quasi dei mezzi di trasporto pubblici da nord a sud, con le solite, datate problematiche che rimangono ferme lì ad aspettare settembre, come Natale.

Finiti i saldi e i capi della nuova stagione scintillano nelle vetrine dei negozi come ad illuminare la via dello struscio in centro. Già disponibili maglioni, cappelli e cappotti per tutti i gusti e tutte le tasche. Solo gli amanti del riciclo, padroni indiscussi dei mercatini vintage troveranno poche differenze, magari solo qualche riapertura importante di ritorno dalle ferie.

Porteremo con orgoglio fino ad ottobre i segni del costume da bagno sulla pelle, il ricordo delle lunghe passeggiate in montagna o i colori e profumi di paesi lontani visitati di recente, con la mente già proiettata alla prossima meta, un nuovo viaggio.

Riparte tutto, ma nulla cambierà in autunno. 

Personalmente non vivo bene questo passaggio e già in questi ultimi giorni di agosto comincio a patire l’accorciarsi delle giornate, il sole che tramonta poco dopo le otto di sera, pensare che a breve dovrò sacrificare i piedi in calzature fascianti seppur bellissime e abbandonare gli adorati sandali a piè libero, con conseguente e quasi immediata esplosione di forte senso di costrizione difficile da spiegare. 

Può darsi che lo spirito malinconico che mi inumidiva gli occhi alla fine di un pomeriggio passato a giocare con le amiche abbia raggiunto una forma d’espressione diversa. 

Alcuni terapeuti catalogano questa sensazione come difficoltà di transizione da una situazione di massima libertà e divertimento al ritorno a casa, alla routine, le regole che richiedono un notevole sforzo emotivo. Qualunque cosa sia, quella “malisciana” (per gli amici non salentini la traduzione in italiano è malumore) comincia ad attenuarsi quando diventa più tangibile la prossimità alle feste natalizie, anche se pure gli addobbi precoci un po’ d’ansia la provocano.

Ripristinare abitudini alla quotidianità non è sempre un processo così disastroso e spesso è vissuto in maniera molto positiva, per fortuna. Sono in molti a contare i giorni che li separano dal rientro al lavoro, alle attività di sempre, dietro la pubblica apparenza di insofferenza forzata, fosse anche solo per riabbracciare l’amata comfort zone il prima possibile. 

Ma quella tristezza accennata prima ha una collocazione e pure un nome preciso: post-vacation blues o sindrome da rientro. 

Ora chi come me non ha potuto staccare in questi tre mesi estivi starà pensando a un modo carino o molto spontaneo di mandare tutti a quel paese, ma tant’è che esistono fior di decaloghi ad uso e consumo dei depressi stagionali.

Gli esperti assicurano che si tratta di malessere passeggero e facilmente vincibile con pochi e mirati accorgimenti. 

Anticipare il viaggio di rientro di un paio di giorni è utile a riconquistare spazi e luoghi, magari organizzare attività divertenti a riempire i vuoti emozionali.  Evitare giornate troppo cariche di impegni, dedicare qualche minuto a scorrere le centinaia di foto scattate in ferie senza lasciarsi travolgere dal rimpianto, praticare hobby e cura del corpo. 

Fare le ferie per riprendersi dalle ferie, in salsa semiseria.

Al di là della comicità della cosa, possiamo aiutare organismo e mente a ristabilire la normalità gradualmente, se possibile e farci del bene.

Del resto avremo un anno intero per caricarci di stress ossidativo in quantità sufficiente e mesi lunghissimi per meritarci, sognare e organizzare una nuova, incantevole vacanza.

Resta aggiornato con le ultime notizie della Puglia.

Segui il canale Le notizie di In Puglia 24 su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029VaaeTcuEQIasCDxHVR2I

  • bonuspertutti

Ultime Notizie

NOTIZIE CORRELATE